La finale di Champions League tra Paris Saint-Germain e Inter, conclusasi con un clamoroso 5-0 a favore dei parigini, continua a far discutere — e non solo per quanto accaduto in campo. A sollevare polemiche stavolta è Marco Van Basten, leggenda del Milan e della Nazionale olandese, che ha puntato il dito contro la UEFA per la scelta di far esibire la band statunitense Linkin Park prima del calcio d’inizio all’Allianz Arena.
Intervenuto ai microfoni dell’emittente olandese Ziggo Sport, Van Basten non ha usato mezzi termini:
“La trovo assolutamente una cosa idiota. Ed inutile, totalmente inutile. È ridicolo. I giocatori dovrebbero concentrarsi per il riscaldamento prepartita.”
Una critica netta, che mette in discussione la sempre più spettacolarizzata cornice della finale, concepita dalla UEFA sul modello del Super Bowl statunitense, con show musicali ad alto impatto pensati per coinvolgere il pubblico globale.
Tifosi vs spettacolo?
La scelta dei Linkin Park — storica band del rock americano, tornata recentemente sulle scene — era stata accolta con entusiasmo da parte di molti fan neutrali, ma la voce di van Basten riflette un malumore condiviso da una parte più “tradizionalista” del calcio europeo. Secondo questa visione, eventi di questo tipo rischiano di snaturare la solennità sportiva della finale, trasformandola in uno show che distrae atleti e tifosi dalla posta in palio.
Il dibattito resta aperto
La UEFA, da parte sua, difende da anni questo format, ritenendolo fondamentale per valorizzare il marchio Champions League a livello globale e attrarre nuove generazioni di spettatori. Ma le parole di van Basten riportano al centro del dibattito una domanda tutt’altro che secondaria: fino a che punto è giusto “spettacolarizzare” il calcio?
