Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Massimo Ambrosini ha parlato del nuovo ciclo del Milan con Tare ed Allegri. Queste le sue parole:
Sull’Allegri versione 2010/2011:
“Aveva grande entusiasmo ed era dotato di una genuina capacità di integrarsi con lo spogliatoio. Alla vigilia del suo arrivo poteva essere questa l’incognita, e invece lui non si è imposto in maniera anormale, ma spontanea. Mostrando comunque la sua personalità”.
Sul ritorno del tecnico sulla panchina rossonera:
“Io sono nostalgico di natura e quando mi ricordo dei bei momenti del passato, sono sensibile. Gli auguro di avere lo stesso impatto che ha avuto con noi e sono convinto che sarà così. Se promuovo la scelta di Furlani e Tare? Alla luce di ciò che è successo la scorsa stagione, trovo giustissima la scelta. Nessuna scelta ti dà la certezza di vincere o di ottenere risultati, ma Max darà senso di responsabilità alla squadra”.
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Sul vantaggio di non avere competizioni europee:
“È la più grande delle banalità e, allo stesso tempo, la più grande delle verità. Parlare di prospettive future, con due mesi di mercato davanti, è impossibile, ma il Milan dovrà puntare in alto. Se c’è una cosa che manca da troppo tempo è l’ambizione di eccellere. E se indossi la maglia rossonera devi almeno ambire a eccellere. In ogni momento. Non si può vincere sempre, ma nessuna delle componenti può prescindere dall’ossessione di volerlo fare”.

Su Tare:
“Conosce il calcio e i calciatori, lavora sul campo e ha tanti anni di esperienza alle spalle. È uno concreto che non vende fumo”.
Su Ricci:
“Un buon giocatore e un ragazzo di prospettiva, che ha l’attitudine e la volontà giuste. Il Milan ha bisogno di geometrie in mezzo al campo e per me lui, con due mezzali di qualità e inventiva, può essere un play ideale per il fraseggio”.
Su Modric:
“Può fare anche il regista davanti alla difesa, in certe partite o spezzoni, soprattutto a San Siro, ma Max la qualità la cerca nelle mezzali e non mi stupirei se il croato giocasse lì”.
