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Il Milan mi ricorda un comico che diceva che il 25% della gente viene seppellita viva

“Ho letto che il 25% delle persone viene seppellita viva, stava scritto su un magazine. Il nome del magazine? Bugie Magazine!”

(Norm MacDonald, 2010)Il Milan mi ricorda un vecchio comico che diceva che il 25% della gente viene seppellita da viva. Come è possibile? È perché non era vero, era una bugia! Lo diceva lui, tra l’altro.

È questo un po’ il caso del nostro Milan che si lega spesso sentimentalmente ad alcuni grandi personaggi. E, poi, dice anche ad alta voce di amarli, e invece le situazioni si risolvono in maniera differente e sembra tutt’altro, e non si capisce subito perché.

Tutto ciò, infatti, basta per riportare alla mente le vicende degli ultimi protagonisti del Milan che è appena stato. Un Diavolo forse “bugiardo”, incapace di difendere i nomi di cui tanto si è vantato. Recentemente, si va da Stefano Pioli alla vicina cessione di Reijnders, o dalla dolorosa separazione di Sandro Tonali ai possibili (e magari improbabili) enigmi su Camarda e Liberali. A questi nomi, poi, vanno aggiunti quei casi particolari, di quei pochi noti che dovevano essere tutt’uno col Milan.

Interpreti che hanno lasciato tanti dubbi sulla loro permanenza a Milano, almeno negli ultimi mesi. Ad esempio, c’è il caso Leao, con il club rossonero che non ha mai lasciato intendere quanto fosse davvero disposto a proteggere il proprio esterno, davanti ad offerte di club esteri. Proprio il portoghese, però, dovrebbe essere – in realtà – uno dei calciatori più coccolati dall’ambiente milanista.

E ancora. In modo più evidente, è stato emblematico quanto accaduto con Tomori. L’ex Chelsea, vecchia colonna del Diavolo di Pioli, ha vissuto dei momenti non semplici, e perciò il Milan ha subito pensato di metterlo sul mercato. Eppure, è una di quelle storie incompiute, e Tomori sembra dover restare al Milan, ora.

Per finire. Forse è stato differente l’episodio sorto intorno a Maignan. Qui, infatti, potrebbe non esser stata tanto la società a spingere per un suo passaggio (non concretizzato) al Chelsea, quanto più una tentazione da parte del portiere francese. Per quanto riguarda invece Theo Hernandez, ormai lontano dal Milan, secondo le nostre fonti, la società non avrebbe accettato alcuni comportamenti extra-campo del francese, e la scelta di venderlo non sarebbe direttamente legata alle qualità del calciatore in campo. Si tratterebbe ancora di una vicenda particolare, rispetto alle altre.

Dunque, questi ultimi due casi sono di un tipo speciale, e poco hanno a che fare con il resto.

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Pavlovic-Tomori

La domanda di oggi, però, è “ma quanto vale oggi una storia romantica, in un club come il Milan?”

Dopo l’addio di quel bel centrocampista che è stato Reijnders nell’ultima annata e numerose altre situazioni, la risposta sembra essere “molto poco”. Ancora una volta. E il Milan si comporta in maniera da ricordare una canzone dei Pearl Jam:

“She lies and says she’s in love with him. Can’t find a better man. Can’t find a better man”. (“Lei mente e dice di essere innamorata di lui. Non riesce a trovarsi un uomo migliore. Non riesce a trovarsi un uomo migliore”.)

(Better man, Pearl Jam, 1994)

Perché, forse, tutti questi amori verso questi uomini – che trovate per bene elencati, di sopra – sono stati solamente delle bugie. E, così, “aspettando, guarda l’orologio, prova il suo discorso e, appena lui apre la porta, lei mente, e dice di essere innamorata di lui. Ma – semplicemente – non riesce a trovarsi un uomo migliore”.

Qui c’è il Milan che, per dirla come nella canzone dei Pearl Jam, fa proprio così.

E, forse, di recente, nel mezzo di tutte queste storie d’amore, da parte del Milan non c’è mai stato davvero nulla. Soltanto un club incapace di trovarsi un uomo migliore, dentro la propria relazione. Una società che mente e dice di amare ma che, in realtà, semplicemente non riesce a trovarsi niente di meglio. Come se non ci fossero uomini migliori, dopotutto.

E, alla fine, si vede come questo Milan sia un po’ incapace di amare, ed è anche un po’ anaffettivo.

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