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Prima da dimenticare per il Milan: sconfitto all’esordio e in crisi d’identità

Allegri

Un esordio amaro, anzi amarissimo. Il Milan comincia il campionato con una sconfitta che pesa, non solo sul morale ma anche sulle prospettive di una stagione che avrebbe dovuto segnare la svolta. A San Siro, davanti al pubblico delle grandi occasioni e con Massimiliano Allegri al debutto bis sulla panchina rossonera, i grigiorossi della Cremonese rovinano la festa con un 2-1 che accende più di un campanello d’allarme.

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Secondo i dati Opta, il Milan non ha vinto in quattro delle ultime otto gare d’esordio stagionale in Serie A (2 pareggi, 2 sconfitte), comprese le due più recenti: un trend negativo che si conferma anche quest’anno. Ma oltre ai numeri, a preoccupare è la sostanza.

Una squadra senza anima, senza guida

L’ultima volta che Allegri sedeva sulla panchina di San Siro da allenatore del Milan era il 2014. Il ritorno, dopo 11 anni, è stato tutt’altro che da film: una squadra spenta, imprecisa, nervosa, che ha mostrato tutti i suoi limiti strutturali e caratteriali. In appena 18 mesi, il Milan ha cambiato quattro allenatori senza trovare una vera identità, e anzi sembra aver perso le poche certezze che aveva.

Leao-dipendenza e poco altro

Contro una Cremonese organizzata e solida, si è vista ancora una volta la Leao-dipendenza: tutto passa dai suoi piedi, dalle sue accelerazioni, dai suoi strappi. Se il portoghese non accende la luce, il Milan rimane al buio. Il gioco è piatto, prevedibile, e la squadra sembra incapace di reagire quando le cose si mettono male.

Gimenez un fantasma, Baschirotto un muro

Tra le note più deludenti della serata, sicuramente la prova di Santiago Gimenez. L’attaccante messicano, arrivato con grandi aspettative, è stato un fantasma per larghi tratti della gara, annullato completamente da un monumentale Baschirotto, autore anche del gol del vantaggio ospite. Mancanza di idee, grinta e determinazione: tutto ciò che serve a un attaccante per imporsi in Serie A, Gimenez per ora non lo ha mostrato.

La speranza? Il mercato

Per una squadra reduce da un ottavo posto nella scorsa stagione, l’inizio non poteva essere peggiore. Ma proprio da questo passo falso potrebbe nascere una reazione, soprattutto dalla dirigenza. Manca un vero centravanti e serve con urgenza un difensore centrale: due rinforzi che non possono più essere rimandati, se si vuole evitare un’altra annata da dimenticare.