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Ipotesi stadio a San Donato ancora viva? Le preoccupanti conseguenze

San Siro

Come riporta Calcioefinanza.it, nonostante sia arrivato il via libera della giunta comunale di Milano alla delibera per la vendita di San Siro a Inter e Milan, si aspetta ora il Consiglio comunale entro fine settembre.
“L’interesse della società rossonera per San Donato resta”. A sottolinearlo è il sindaco del comune dell’hinterland milanese, Francesco Squeri all’agenzia di stampa AGI.

Loro non chiudono con San Donato. La giunta di Milano ha deliberato e ora si arriverà in consiglio comunale ma non sarà un percorso facile, come tutti i percorsi in Italia per costruire uno stadio – continua il primo cittadino –. Noi siamo tranquilli, assicura il primo cittadino del comune del sud milanese. Se coi vertici della società non ci siamo sentiti nelle ultime settimane, SportLifeCity di cui il Milan ha le quote di maggioranza ci ha presentato l’ipotesi di una riqualificazione a vocazione sportiva dell’area San Francesco” che la società controllata dal club ha da tempo acquistato e finanziato per un totale di 55 milioni di euro.

Sul progetto a San Donato: “C’è ancora una convezione aperta con SportLifeCity per il progetto di una arena da 20mila posti e qui il Milan in ogni caso, anche se non è lo stadio, ci ha prospettato di voler fare un altro centro a vocazione sportiva e a noi, come Comune, interessa che quell’area venga in qualche modo riqualificata per fare sport. Mi sembra che ora le cose si stiano avviando verso una soluzione positiva per il Comune: io ho sempre detto che per un progetto così importante è lecito che le due società avessero due piani. Nel mentre l’Accordo di programma per San Donato è stato congelato, aspettavamo le ultime evoluzioni di questi giorni, ora vediamo”.

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Le conseguenze della mancata vendita di San Siro

Cosa accadrebbe in caso di mancata vendita di San Siro? Come sottolineato dal numero uno dell’Inter, Marotta, c’è ancora un passo da compiere, quelle definitivo, che passa dal via libera del Consiglio comunale, Cosa succederebbe se in Consiglio la delibera non passasse? Come riporta Calcio & Finanza, a rispondere a queste domande ci pensa direttamente la stessa delibera approvata dalla giunta comunale:

  • “Senza pretesa di esaustività, nel presente paragrafo si presentano alcune possibili conseguenze economiche, funzionali e urbanistiche. Tali conseguenze derivanti dalla mancata cessione del Compendio Immobiliare. Anche a seguito dell’apposizione del vincolo da parte della Soprintendenza, che di fatto limiterà la possibilità di una rifunzionalizzazione e/o demolizione dello Stadio Meazza, e dalla mancata realizzazione del Nuovo Stadio”.

 

  • “In relazione alle conseguenze economiche, con la scadenza della Concessione, è verosimile che le Squadre cessino di utilizzare lo Stadio Meazza. Dalle stesse più volte pubblicamente ritenuto inadeguato rispetto agli standard richiesti da squadre di calcio di livello internazionale. Oltre tale data, è verosimile che il Comune di Milano non percepirà più un canone concessorio, mentre continuerà a sostenere i costi di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria”. 

 

  • “Come già in precedenza evidenziato, lo Stadio Meazza, infatti, verrebbe utilizzato prevalentemente per eventi e competizioni sportive minori, con conseguente minor rendimento economico. Il mantenimento dello Stadio Meazza in condizioni di esercizio, anche solo parziale, comporta costi di gestione e manutenzione ordinaria notevoli (ultimo importo sostenuto pari €5.121.062,2760). Ai quali, data la vetustà della struttura, è ragionevole ipotizzare che si aggiungano crescenti costi di manutenzione straordinaria. Tali oneri ricadranno sul bilancio comunale, a fronte di ricavi potenziali al più in linea con i costi”.

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