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Milan-Como vola in Australia: è arrivato l’ok della UEFA

Ceferin

Dal cuore della Lombardia all’altro capo del pianeta. Milan-Como, gara valida per il girone di ritorno della Serie A 2025/26, si disputerà a Perth, in Australia. L’ufficialità è arrivata dopo giorni di attesa: la UEFA ha dato il via libera, facendo seguito all’approvazione della FIGC, mentre il placet finale della FIFA è atteso a breve.

Un passaggio storico, destinato a lasciare il segno. Mai, nella sua ultracentenaria storia, il campionato italiano aveva varcato i confini europei. Ora lo farà. Con un big match tutto lombardo, che diventa anche simbolo del calcio che cambia.

L’UEFA attraverso un comunicato ha approvato in via eccezionale che Milan-Como possa disputarsi in Australia. Ceferin: “Questa decisione è eccezionale e non deve essere vista come un precedente. Il nostro impegno è chiaro: proteggere l’integrità dei campionati nazionali e garantire che il calcio rimanga ancorato nel suo ambiente domestico”.

Una partita da esportazione

A spingere per la trasferta sono stati soprattutto i due club protagonisti. Il Milan, che ha una proprietà americana e una fanbase enorme in Asia e Oceania, e il Como, da tempo proiettato su un progetto internazionale con ambizioni globali. A fare da cornice: il nuovo stadio di Perth, città con una grande comunità italiana e un crescente interesse per il calcio europeo.

La data è fissata: sabato 8 febbraio 2026, nel cuore dell’estate australiana. Sarà un evento senza precedenti, con dirette televisive, fan zone e settimane di attivazioni promozionali.

San Siro indisponibile, ma il progetto era più ampio

Ufficialmente, lo spostamento nasce dall’indisponibilità dello stadio di San Siro per lavori infrastrutturali. Ma la verità è che Milan-Como in Australia era un’idea già in gestazione da mesi, spinta dalla situazione legata alle Olimpiadi di Milano-Cortina che si svolgeranno in quel periodo. Il calcio italiano cerca nuovi mercati e guarda oltre i propri confini: Australia, Asia, Stati Uniti. Un progetto pilota, che — come confessano in Lega — potrebbe diventare modello, aprendo le porte ad almeno una partita all’anno giocata all’estero, stile Supercoppa.

Tra rivoluzione e polemiche

Come in ogni rivoluzione, non mancano le polemiche. Diversi tifosi — soprattutto delle curve organizzate — hanno criticato l’operazione, definendola una “americanata” e “un insulto alla territorialità del calcio”.

La UEFA, nel suo comunicato, ha chiarito: “Serve una cornice regolamentare chiara”, perché oggi manca un divieto formale, ma anche una vera normativa per questi casi. E ha chiesto alla FIFA di intervenire per definire limiti e criteri.

Il calcio non ha più confini

Milan-Como in Australia non è solo una partita. È una dichiarazione d’intenti: il calcio italiano è pronto a cambiare pelle. A spostarsi. A viaggiare. A parlare nuove lingue, anche a costo di rompere con la tradizione.

E mentre qualcuno storce il naso, qualcun altro — da New York a Tokyo, passando per Perth — sorride. Perché, alla fine, il calcio si gioca con i piedi, ma corre sul mondo.

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