Affidabilità, eleganza e forza fisica. Tutti questi 3 aggettivi portano ad un solo nome: Adrien Rabiot. Ebbene si, il centrocampista rossonero, approdato alla corte di Massimiliano Allegri quest’estate, sta dimostrando di integrarsi sempre più facilmente nello schema tattico del tecnico livornese, il quale finora non l’ha mai fatto partire dalla panchina. Che l’allenatore rossonero fosse stregato dal talento del classe 95 francese, non è certo cosa nuova, ma che l’ex Marsiglia e Juventus riuscisse a dimostrare grande adattamento sin da subito, non è una cosa che si vede tutti i giorni.
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Lo stesso Rabiot, ora impegnato a Clairefontaine con la nazionale francese, ha parlato della sua esperienza rossonera ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole:”Dopo cinque anni alla Juventus, non è una cosa banale giocare al Milan. A Torino sono stati anni importanti per la mia carriera, cui tengo molto. Ma sono felice di essere tornato in Italia e al Milan, un altro club mitico. Anche qui c’è tanta passione. E abbiamo tanta ambizione“.
Quanto ha pesato la chiamata di Allegri?
“Con Allegri c’è sempre stato un ottimo rapporto. Siamo simili, e lo apprezzo molto umanamente. Ci siamo chiamati e scritti spesso pure la scorsa stagione. Poi con il Milan c’erano già stati contatti lo scorso anno, ma non se n’era fatto nulla. Quest’estate si sono fatti avanti a inizio estate e sono tornati alla carica dopo il problema a Marsiglia. È stato il momento giusto per tutti“.
Allegri è più determinato rispetto all’ultimo anno alla Juventus?
“È sempre stato molto determinato. È un vincente. Ha sempre fame di vittorie e tanta passione. Questo mi piace, perché anche io sono così. Non credo cerchi rivincite, perché è un allenatore che ha vinto molto ed è rispettato nel mondo del calcio. Penso abbia voglia di mostrare che ha la possibilità di portare una squadra alla vittoria. E se il Milan l’ha preso è perché sanno che può fare grandi cose“.
Per Lei è un sacrificio rinunciare alla Champions?
“Ci ho riflettuto. La scorsa stagione ho dato tutto per riportare il Marsiglia in Champions League con l’idea di giocarla. Avrei potuto firmare in vari club che la disputano, ma il Milan è un club mitico con grandi ambizioni. Allegri sta costruendo un progetto triennale per tornare ai vertici, con la priorità di tornare subito in Champions e fare il massimo quest’anno in campionato, che per me significa lottare per lo scudetto. Abbiamo la qualità per farlo”.
Intanto domenica 23 novembre a San Siro c’è il derby
“Mi piacciono le grandi partite. Non vedo l’ora di giocarlo, anche perché ci saranno punti preziosi in palio per la classifica. Fa parte di quei match differenti, per storia e intensità, che ogni giocatore vuole vivere”.
Chi lotta per lo scudetto?
“Al solito tante squadre. Vedere la Roma così in alto è un po’ una sorpresa. Il Napoli rimane la più forte. L’Inter è l’italiana che finora ha fatto meglio in Europa e, contrariamente a noi, hanno il vantaggio di giocare insieme da tempo. Non è scontato creare subito la giusta dinamica. Alla Juve c’è qualità, ma meno di Napoli o Inter, manca ancora l’alchimia da scudetto. Lotteranno per la zona Champions. Noi di sicuro lotteremo fino all’ultimo e spero di vincere di nuovo lo scudetto, perché quello con la Juventus non l’abbiamo celebrarlo degnamente a causa del Covid. Stavolta mi piacerebbe festeggiarlo con tutti i tifosi in piazza“.

Cosa manca invece a Leao per imporsi definitivamente?
“So che se ne parla molto. È un giocatore che ha potenzialità, ma a 26 anni non sei più giovane. Alla sua età non c’è più tempo da perdere. Il tempo passa veloce. Sarebbe un peccato che rimanesse solo un potenziale grande giocatore. Spero si renda conto di avere i mezzi per poter competere con i più forti. Ma magari non ha la volontà o la passione di un Modric. Leao deve chiedersi dove vuole arrivare o se si accontenta così, oppure se il suo obiettivo è di diventare quello che può essere. Per noi sarebbe un peccato, perché sarebbe uno spreco se non esprimesse tutto il suo potenziale, e non si focalizzasse al 100% sul lavoro. Allegri sa trarre il meglio dai giocatori. Spero abbia un impatto positivo anche su di lui. Magari per Leao è l’occasione giusta”.
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