Dal punto di vista difensivo, il Milan di Massimiliano Allegri ha compiuto notevoli progressi rispetto alle stagioni precedenti. L’aspetto che spicca maggiormente è la grande compattezza della squadra e la capacità di rientrare rapidamente quando gli avversari recuperano palla e ripartono in contropiede, un atteggiamento che in passato si vedeva di rado.
I difensori rossoneri si distinguono soprattutto per le loro qualità fisiche, non sono particolarmente brillanti dal punto di vista tecnico né nella costruzione del gioco, ma risultano molto pericolosi sulle situazioni di palla inattiva. Uno dei difensori che sta sorprendendo maggiormente è senza dubbio Pavlovic, spesso i suoi inserimenti in area ricordano quelli di un vero attaccante. Inoltre, la sua forza fisica gli permette di affrontare i duelli con grande sicurezza ed eleganza.
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Un segnale d’allarme nei numeri rossoneri
Il Milan ad oggi è la squadra più attendista dell’intera Serie A. Tuttavia, questo non rappresenta un dato incoraggiante: con un valore di 16.14 nel PPDA (indice che misura l’intensità di pressing), il più alto del campionato, significa che nessuna formazione italiana pressa meno dei rossoneri. In sostanza, il Milan tende a concedere molto possesso agli avversari, preferendo aspettarli piuttosto che aggredirli. È una scelta tattica ben precisa, che ha garantito equilibrio e solidità in alcuni momenti, ma ha anche messo in evidenza limiti evidenti, soprattutto nelle ultime due partite di campionato.
L’importanza di Christian Pulisic
Nelle ultime due gare, il Milan ha mostrato difficoltà nel prendere il controllo della metà campo avversaria. Una cosa, però, appare evidente: l’assenza di Christian Pulisic sta iniziando a farsi sentire in modo significativo. Con Pulisic in campo, il Milan, ad eccezione della prima gara contro la Cremonese, non ha mai conosciuto la sconfitta.
L’americano è stato spesso decisivo in zona gol: ha segnato contro il Lecce, realizzato una doppietta contro l’Udinese e firmato la rete del vantaggio contro il Napoli, chiudendo la partita già nel primo tempo. Anche in Coppa Italia ha lasciato il segno due volte, contro il Bari e il Lecce. È senza dubbio un giocatore che raramente sbaglia l’ultimo passaggio e che sa sempre rendersi pericoloso sotto porta, un po’ quello che è mancato in queste partite senza di lui.
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