A Parma finisce 2-2, ma per il Milan è un pareggio che sa di occasione sprecata. Dopo un primo tempo gestito con autorità e due gol di vantaggio, i rossoneri si fanno rimontare nella ripresa, lasciando per strada due punti che potevano pesare tantissimo.
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La gara era cominciata nel migliore dei modi: Saelemaekers aveva sbloccato il risultato con una conclusione precisa dopo una bella azione corale, e poco dopo Leao aveva firmato il raddoppio dal dischetto, glaciale sul rigore che sembrava già chiudere i conti. Tutto sotto controllo, apparentemente. Ma nel calcio, si sa, basta un episodio per cambiare tutto.
Il Parma non ha mollato, ha accorciato le distanze e poi trovato il pari approfittando di un Milan distratto e troppo passivo. È lì che la squadra si è spenta, proprio quando serviva compattezza e fame.
Massimiliano Allegri, nel post-partita, non ha nascosto la delusione: “Paradossalmente abbiamo subito più occasioni oggi che contro Atalanta e Roma. L’1-2 ha cambiato l’inerzia della partita. Dovevamo essere più svegli e difendere meglio, invece eravamo imbambolati”.

Il tecnico ha spiegato anche alcune scelte: “Estupinan? Rientrava, era in buona condizione e pensavo potesse darci più esperienza. Ha commesso un’ingenuità sul gol, ma poi ha salvato una palla importante sull’1-2”.
Tomori è rimasto fuori per un fastidio dopo Bergamo, mentre De Winter è stato confermato titolare: affidabile e concentrato, ma anche lui ha sofferto quando il Parma ha alzato i ritmi.
“Non è questione di singoli” ha aggiunto Allegri “Ma del fatto che non abbiamo capito che serviva accendersi, fare battaglia per dieci, quindici minuti. Superato quel momento, sarebbe stato tutto più facile”.
Ai microfoni di Sky, il tecnico è stato ancora più diretto: «Sono due punti buttati. Se vinci 2-0 non puoi prendere gol al 48’. In certi casi la palla va buttata in tribuna».
Ora arriva la sosta: tempo per rifiatare, recuperare energie e soprattutto concentrazione. Perché il Milan è in una buona posizione di classifica, ma certe dormite iniziano a pesare. E se l’obiettivo è restare stabilmente tra le prime quattro, serve imparare a chiudere le partite — senza più concessioni.
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