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Pavlović, il nuovo muro del Milan: “San Siro è un tempio. Allegri mi ha insegnato a restare calmo”

Strahinja Pavlović è ormai uno dei pilastri del nuovo Milan di Massimiliano Allegri. Arrivato dal Salisburgo, il centrale serbo si è imposto con personalità e continuità, diventando un titolare fisso nella difesa a tre rossonera insieme a Gabbia e Tomori. Determinazione, forza fisica e crescente leadership hanno convinto tecnico e tifosi.

A margine della convocazione con la Serbia — con cui ha appena raggiunto il traguardo delle 50 presenze — Pavlović ha parlato ai canali ufficiali della sua federazione, toccando diversi temi legati alla sua esperienza in rossonero.

“San Siro è un tempio”

«San Siro è lo stadio più impressionante in cui abbia mai giocato», racconta Pavlović. «Giovedì sarò per la prima volta a Wembley, ma sono quasi certo che non potrà essere paragonato. Lo stadio di Milano è un vero tempio del calcio».

Parole che confermano il legame già profondo tra il difensore e l’ambiente rossonero, in un momento in cui il Milan sta ritrovando solidità e spirito di squadra dopo un avvio di stagione altalenante.

Stile e personalità

Con il sorriso sulle labbra, Pavlović ha scherzato anche sul tema della moda, inevitabile a Milano: «Non direi Rafa Leão, lui sarebbe all’ultimo posto (ride). Direi… io! Mi piace il mio stile. Milano offre tante possibilità: è facile vestirsi come ti piace e sentirti a tuo agio».

Un modo ironico ma significativo per raccontare la sicurezza con cui il serbo si sta integrando nella città e nel gruppo.

Un gol e una nuova vita

Il gol segnato alla Roma non è stato solo importante sul piano sportivo. «Ho voluto approfittare di quel momento per festeggiare e annunciare che presto diventerò papà», ha rivelato. «Il termine è previsto per aprile. Per ora va tutto benissimo, e spero che resti così».

Un sorriso in più, dentro e fuori dal campo.

Sul Milan e su Allegri

«Il Milan è un club enorme. Quando vinciamo, non esiste posto più bello al mondo che Milano il giorno dopo la partita. Ma bisogna restare con i piedi per terra, perché tutto può cambiare in fretta», ha dichiarato il difensore, consapevole dell’equilibrio che regna in questa Serie A.

E su Allegri, non ha dubbi: «Dopo la sconfitta con la Cremonese ero molto deluso. Il mister mi ha detto di rilassarmi, che era solo l’inizio. Ha un ottimo approccio con i giocatori, parla con tutti, è molto positivo. È uno dei suoi grandi punti di forza».

Modrić, l’esempio eterno

Pavlović ha speso parole di ammirazione anche per Luka Modrić, con cui condivide lo spogliatoio della nazionale: «È incredibile che a 40 anni sia in quella forma. Gli chiedo spesso qual è il suo segreto. È come un robot: non salta mai un allenamento, dà l’esempio a tutti».

Sguardo al futuro

La stagione è lunga, ma Pavlović non si nasconde: «Se restiamo concentrati e con un po’ di fortuna, possiamo fare grandi cose».
E sul derby: «Contro l’Inter l’anno scorso ho giocato tre delle cinque partite e non abbiamo mai perso. Mi piacerebbe che quella serie positiva continuasse».

Determinato, carismatico e già leader silenzioso, Strahinja Pavlović si sta ritagliando un ruolo da protagonista nel Milan di Allegri.
A soli 24 anni, il futuro del muro serbo sembra appena cominciare — e San Siro, come lui stesso dice, è già casa sua.

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