La sua è una storia interessante. Acquistato durante il mercato estivo della stagione 2024/25, Strahinja non era riuscito a convincere pienamente i suoi allenatori rossoneri, prima Fonseca, poi Conceição, trovando poco spazio e partendo spesso dalla panchina. In quel periodo, molti si chiedevano perché non fosse considerato un titolare nella rosa del Milan. Oggi, però, la situazione è completamente cambiata. Il giocatore sembra rinato, più sicuro e determinato, diventando l’elemento fondamentale della squadra rossonera.
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Pavlovic rinasce con Allegri: da riserva a pilastro
Allegri
, nelle partite ufficiali, ha sempre scelto il 3-5-2, un modulo che ha messo in luce le qualità di Strahinja Pavlović. Affiancato a Gabbia al centro della difesa e al laterale di sinistra, il difensore serbo ha potuto concentrarsi sui duelli fisici, pur avendo la libertà di spingersi in avanti e tentare le sue classiche incursioni offensive, con o senza palla. Il Milan ha così scoperto un “braccetto” affidabile in fase difensiva e insidioso nelle azioni offensive.
Il tecnico livornese raramente lo toglie dalla formazione, in campionato Pavlović è stato sostituito solo due volte, una volta per infortunio all’intervallo di Milan-Bologna e l’altra con il punteggio già chiuso sul 3 a 0 contro l’Udinese.
Nelle cinque sfide dello scorso anno contro l’Inter, il difensore rossonero è partito titolare solo in due partite, il pareggio in campionato e la vittoria dei rossoneri nel ritorno della semifinale di Coppa Italia. Al centrale serbo manca ancora il gol nel derby, e questo potrebbe rappresentare l’occasione giusta. La priorità, però, resterà difendere la porta di Maignan.
Pavlović sta tornando a essere un punto di riferimento per i tifosi rossoneri, ma anche per sé stesso, la fiducia ritrovata è la base per giocare con serenità e impedire agli avversari di colpire.
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