Il giovane talento del Milan e della Nazionale, Francesco Camarda, ha concesso una lunga intervista al programma Generazione Azzurra su Vivo Azzurro TV. Le sue parole, riportate da Sport Mediaset, offrono uno spaccato autentico della sua crescita personale, del percorso nelle nazionali giovanili e delle ambizioni per il futuro.
Gli inizi: “Ho iniziato a giocare a quattro anni, oggi provo orgoglio”
Camarda ha ricordato i suoi primi passi nel calcio, iniziati quando aveva appena quattro anni nella Forese, una piccola squadra vicino al suo quartiere. Riguardando il percorso fatto, sottolinea quanto la distanza tra quel campo e l’attuale palcoscenico della Serie A sia motivo di profondo orgoglio e motivazione.
Fondamentale, secondo lui, è stato il ruolo della famiglia. Il giovane attaccante non si nasconde:
«Devo e dovrò tutto alla mia famiglia. Hanno fatto grandi sacrifici per me, come il trasferirsi quest’anno a Lecce».
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Il ricordo più intenso resta l’esordio in Serie A con il Milan, a San Siro contro la Fiorentina:
«Mia mamma si è messa a piangere, era come se fosse in campo con me. Era anche il suo sogno».
Il percorso nelle nazionali giovanili: emozioni, crescita e successi
Camarda ripercorre poi la sua esperienza nelle selezioni azzurre. Il primo passo è stato l’esordio con l’Under 15, in una partita contro la Slovenia, impreziosito anche da un gol. Da subito ha percepito la grande importanza della maglia azzurra.
Successivamente è arrivato il passaggio in Under 16, sotto la guida di Zoratto, e quasi immediatamente il salto in Under 17, con il tecnico Favo, con cui si è creato un rapporto solido e duraturo.
Il punto più alto? La vittoria del Campionato Europeo Under 17, vissuto in un clima di fiducia totale tra squadra e staff.

Poco dopo è arrivata anche la partecipazione all’Europeo Under 19 con mister Corradi, competizione in cui l’Italia si è fermata in semifinale contro la Spagna. Un’eliminazione che Camarda definisce ancora oggi “un vero peccato”, perché la squadra aveva tutto per arrivare in fondo.
Il sogno della Nazionale maggiore
Camarda non nasconde l’ambizione più naturale per un ragazzo della sua età:
«Spero un giorno possa arrivare la chiamata della Nazionale A. È il sogno di ognuno di noi».
Un obiettivo che, considerando il suo talento, non appare affatto lontano.
L’Under 21
Parlando dell’attuale esperienza con l’Under 21, Camarda mette in evidenza la forza del gruppo:
«Siamo un gruppo molto forte e unito. In campo siamo seri quando serve, ma fuori siamo come una famiglia».
Secondo l’attaccante, i gol arrivano grazie al lavoro del collettivo e del mister:
«Nessun attaccante può segnare se i compagni non lo mettono nelle condizioni di farlo».
La crescita fisica e mentale
Camarda riflette anche sul tema della crescita personale e dell’adattamento ai ritmi della Serie A:
«Quando giochi con i più grandi devi aumentare forza fisica e mentale. È diverso adattarsi a 13 anni con ragazzi di 15, rispetto a farlo a 17 in Serie A con uomini di 30 anni».

Secondo lui, serve uno sforzo significativo per adeguarsi ai tempi di gioco e alla fisicità del calcio dei professionisti.
“Mi ispiro alla sua storia”
Non poteva mancare un riferimento ai suoi modelli calcistici. Camarda cita Zlatan Ibrahimovic, definendolo un esempio per mentalità, carriera e impatto sul gioco.
Oltre al calcio, il giovane attaccante rivela una passione in comune con l’ex campione svedese:
ama la boxe e le arti marziali come MMA e Kick Boxing, discipline che considera utili anche per la formazione caratteriale.
Oltre il calcio
Camarda chiude l’intervista con un dettaglio inaspettato: la cucina è uno dei suoi hobby preferiti, in particolare la pasticceria e la preparazione dei dolci. Una passione che rivela un lato più intimo e creativo del giovane rossonero
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