Il giornalista de Il Sole 24 Ore, Marco Bellinazzo, è intervenuto a Sky per commentare il nuovo stadio di Milan e Inter, proprio alla vigilia del primo derby da quando i due club sono diventati ufficialmente proprietari di San Siro. Le sue dichiarazioni fotografano un cambiamento epocale per il calcio italiano, destinato a influenzare non solo le dinamiche sportive ma soprattutto quelle economiche e infrastrutturali.
Un derby che segna un punto di svolta
Bellinazzo sottolinea come questo derby rappresenti “il primo in cui Inter e Milan hanno messo la prima pietra del proprio futuro”, un futuro che parte proprio dall’impianto sportivo. Il giornalista spiega che il nuovo stadio non sarà soltanto un luogo in cui disputare le partite, ma una piattaforma multifunzionale capace di ospitare attività e servizi strategici per incrementare i ricavi.
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Secondo Bellinazzo, questo cambiamento culturale suscita ancora resistenze e nostalgia, ma è inevitabile: uno stadio moderno e performante è ormai cruciale per rilanciare il sistema calcio italiano, ancora troppo lontano dagli standard europei.
I numeri europei non mentono: serve un salto di qualità
Un passaggio significativo dell’analisi riguarda i dati legati agli incassi e alle proiezioni economiche. Bellinazzo ricorda che ovunque sia stato costruito un nuovo stadio, i ricavi sono aumentati sensibilmente. Gli esempi non mancano:
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Il Real Madrid ha superato i 250 milioni di euro di ricavi da stadio
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Ha toccato il miliardo di fatturato annuale
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È probabilmente il primo club al mondo ad aver raggiunto tali cifre
Di fronte a numeri di questa portata, la conclusione è inevitabile: se i grandi club europei corrono, anche Milan e Inter devono correre.
Hospitality
Bellinazzo si concentra poi su un aspetto chiave: le aree hospitality, ovvero quegli spazi riservati alle aziende, ai partner e ai clienti premium. Box, sale riunioni, spazi per meeting e pranzi di lavoro: sono queste le aree che garantiscono una quota importante dei ricavi.
In media, i posti dedicati a queste attività generano circa il 15% dei ricavi dei grandi club europei. A San Siro, nonostante gli interventi effettuati negli anni, questa cifra arriva appena al 5%, e soltanto grazie a soluzioni creative come i “doppi turni” introdotti dal Milan (cene prima o dopo la partita), una misura adottata per aggirare i limiti strutturali dell’impianto.
Il nuovo stadio investirà pesantemente proprio in questo settore. L’obiettivo è espandere la capacità hospitality senza intaccare i settori popolari, garantendo prezzi accessibili per il pubblico generalista.
Bellinazzo rivela inoltre che Milan e Inter hanno già una lunga lista di aziende in attesa, segno che la domanda supera di gran lunga l’offerta attuale.
Uno stadio vissuto 400 giorni all’anno
Bellinazzo usa una metafora efficace: lo stadio dovrà essere vissuto “400 giorni all’anno”, ovvero un luogo attivo praticamente sempre, tra eventi, meeting, concerti, iniziative commerciali e attività corporate. Questo approccio porta benefici diretti:

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incrementa i ricavi ricorrenti
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sostiene il pagamento dei debiti legati all’investimento
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aumenta il valore del club sul mercato
L’investimento iniziale, stimato tra 1.2 e 1.4 miliardi di euro, potrebbe persino crescere per massimizzare le entrate future.
Obiettivo temporale
Il traguardo temporale è fissato: 2031, anno degli Europei. Senza l’intervento sullo stadio, Milano rischiava seriamente di non essere inserita tra le città ospitanti. Il rispetto delle tempistiche sarà determinante.
Bellinazzo ricorda anche che gli attuali azionisti di Milan e Inter sono fondi d’investimento: valorizzano l’asset, lo potenziano e poi lo rivendono. Il nuovo stadio rappresenta quindi un moltiplicatore di valore.
Prima del rogito, i due club sarebbero stati valutati circa 1.5 miliardi ciascuno. Ora, con il progetto approvato, il valore si avvicina ai 2 miliardi a squadra.
Il modello di riferimento
Bellinazzo indica nel Real Madrid e nel rinnovato Bernabéu un esempio concreto. Il prato mobile, capace di trasformare il campo e ospitare eventi come le gare NFL o grandi concerti senza danneggiare l’erba, rappresenta un modello di versatilità estrema.
I progettisti incaricati, Manica e Foster, hanno il compito di creare qualcosa di unico che rispetti l’identità di San Siro. Anche la Curva Sud sarà rifunzionalizzata, ma senza perdere il legame emotivo e storico con il Meazza. Il progetto, inoltre, riqualificherà l’intera area circostante, estendendo il valore dell’investimento oltre i confini del match day.
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