L’incontro di campionato tra Milan e Como, in programma a febbraio 2026, rischia subire nuove variazioni in merito alla location. La Lega Serie A ha spinto tanto per far giocare i due club lombardi in Australia, con San Siro “occupato” per i giochi olimpici invernali di Milano Cortina. Tuttavia si sono verificati degli ostacoli che, molto probabilmente, segneranno la fine delle opportunità di portare il calcio italiano a Perth. La Federcalcio asiatica, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, ha accettato la possibilità di ospitare la partita tra la squadra di Allegri e Fabregas, ma a condizioni rigorose. In primis la federazione non ha intenzione di pubblicizzare Milan-Como come sfida di Serie A. Poi c’è la questione dell’arbitro: l’AFC vuole un direttore di gara del posto senza collaboratori della Can italiana. Tali ostacoli hanno portato a un congelamento della “trattativa” tra le parti.
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Occorre comunque ricordare che molti giocatori non si sono dichiarati favorevoli alla trasferta nel continente oceanico. Ne è conseguito un botta e risposta tra Adrien Rabiot e l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo. Il centrocampista francese si è espresso dicendo che “è pazzesco fare così tanti chilometri per far giocare una partita fra due squadre italiane in Australia. Dobbiamo adattarci come sempre. Si parla molto dei calendari e della salute dei giocatori, ma tutto questo sembra davvero assurdo”.
Non si è fatta attendere la risposta dell’AD nei confronti del rossonero: “Rabiot si scorda, come tutti i giocatori che guadagnano milioni di euro, che sono pagati per svolgere un’attività, cioè giocare a calcio. Dovrebbe avere rispetto dei soldi che guadagna e assecondare maggiormente quello che è il suo datore di lavoro, cioè il Milan, che ha accettato e spinto perché questa partita si potesse giocare all’estero”.
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