“È un ragazzo splendido, un lavoratore. Tecnicamente straordinario, un creativo. Per la creatività e la qualità tecnica che ha ho detto che è il nuovo Zinedine Zidane”. Musica e parole di Paulo Sousa, allenatore della Salernitana, con un passato, tra le altre, al Bordeaux, ex squadra anche di Adli. Essere paragonato al più grande calciatore francese degli ultimi trent’anni, uno dei più forti interpreti del gioco della storia, non è casuale. Per quanto forte, azzardato e folle l’accostamento possa essere, un fondo di verità deve esserci. Adlì ha talento e il momento di metterlo in vetrina, distribuendolo gratuitamente in dosi massicce ai tifosi del Milan è ora.
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Il debutto stagionale a Cagliari, seconda partita da titolare da quando è al Milan, è stato illuminante. Adlì ha giocato leggero, sospeso su una nuvola, facendo vedere quanto calcio sgorghi a fiotti dai suoi piedi. Un calcio tecnico, sopraffino e di gusto. 71 passaggi su 73 completati, dribbling, conduzione della palla, verticalizzazioni e sventagliate da una parte all’altra del campo, sempre con la testa alta. Adli è un ballerino prestato al football.

Finora, la sua esperienza in maglia rossonera, è stata una vera e propria epopea. Yacine non ha praticamente mai giocato. Nelle gerarchie di Pioli è sempre stato dietro, molto dietro. L’anno scorso davanti a lui, sulla trequarti, c’erano De Ketelaere e Brahim Diaz. Utilizzando il 4-2-3-1, l’allenatore non lo vedeva in altri ruoli, relegandolo costantemente alla panchina, per quanto confidasse nelle sue qualità, dicendoglielo apertamente. Poteva andarsene, non lo ha fatto. In estate ha ricevuto offerte, specialmente dalla Germania. Il numero 7, però, si sente milanista e non lo ha mai nascosto. Per questo motivo è entrato nei cuori dei tifosi senza giocare, ma semplicemente grazie a un atteggiamento positivo, di attaccamento alla maglia, quasi da capitano. Adli è sempre stato il primo a esultare sui social e sotto la curva, conquistando l’amore di tutti.
Dopo oltre un anno, finalmente, il centrocampista francese ha avuto la sua chance. Pioli lo ha spostato davanti alla difesa, anche a causa del cambio di modulo, affidandogli il compito di vice Krunic. L’infortunio del bosniaco ha fatto il resto. Adlì ha debuttato, facendo bene, e ora non vuole fermarsi. Domani pomeriggio, contro la Lazio, come precisato dalla Gazzetta, a guidare il Milan toccherà nuovamente a lui. Una conferma preziosa che gli garantisce continuità, dandogli l’opportunità di mettere minuti nelle gambe ma soprattutto nella testa. Non sarà il nuovo Zidane, ma Adli è un grande giocatore e il Milan si è accorto di lui.
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