Il passato del Milan è tra i più gloriosi del mondo. Real Madrid, River Plate, Boca Juniors, Barcellona. Sono poche le squadre che possono reggere il confronto con la storia del Diavolo. Trofei nazionali e internazionali, palloni d’oro, giocatori che hanno cambiato il gioco e meravigliato tifosi e appassionati con il loro talento. Non solo, anche grandissimi allenatori. Tra i principali, Sacchi, Capello e Carlo Ancelotti, quest’ultimo tra i più vincenti di sempre, ancora oggi leader alla guida dei blancos. Proprio il tecnico italiano, questa mattina, è stato nominato da un altro ex rossonero, Demetrio Albertini.
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Il centrocampista italiano classe 1971 cresciuto in rossonero, ha giocato con la maglia del Diavolo dal 1988 al 2002. 14 lunghissimi anni di trionfi ed emozioni, terminati con l’arrivo in panchina di Ancelotti. L’esplosione di Pirlo, destinato a diventare il più grande regista della storia del calcio italiano, gli chiuse le porte, obbligandolo a lasciare Milanello e San Siro e concludere la carriera fuori dal posto che ha chiamato casa per oltre un decennio. Una piega inaspettata per la sua carriera di cui Albertini è tornato a parlare sulle pagine di Repubblica.
Albertini: “Carlo non me ne ha mai parlato!”
“Carlo ha voluto che andassi via. Se ne abbiamo mai parlato io e Ancelotti? Mai. Lui ha scritto che gli è dispiaciuto non avermi trattenuto. Io non penso sia andata così. Prima o poi ci siederemo davanti a un bicchiere di vino e parleremo delle cose belle e meno belle. Con Rijkaard, è stato il mio maestro. Da lui ho imparato e copiato“.
Insomma, il passato torna sempre a fare parlare di sé, rimestando problemi che sembravano essere sepolti, ormai solo un ricordo lontano da dimenticare.
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