Il Milan in questo inizio di giugno è alla ricerca di nuove figure da inserire nell’organigramma societario, dopo l’esonero in gruppo di Tare, Moncada e Furlani. Dopo il Caporetto di Milan-Cagliari, che è costata la panchina a Massimiliano Allegri, sono molteplici dunque i ruoli da ricoprire nella società AC Milan. Nonostante Cardinale promise di impiegare circa 10 giorni nella ricostruzione, a più di 2 settimane di distanza ancora il Diavolo presenta un buco societario notevole. Sono tanti i nomi circolati in orbita rossonera in questi giorni, tra figure dirigenziali e allenatori papabili. Allo stato attuale, i candidati più forti sono Glasner per la panchina e Rangnick come DS.
L’obiettivo fondamentale per chiunque abbraccerà la causa rossonera, sarà restituire al Milan lo status che merita. Molto di questo dipenderà dai risultati sportivi, dalle vittorie, ma soprattutto dalla partecipazione alla Champions League. Il mancato accesso alla massima competizione europea per il secondo anno consecutivo difatti, oltre ad un danno economico, rappresenta un danno d’immagine per la gloriosa storia del club.
Uno dei protagonisti dell’ultima, non indimenticabile, campagna in Champions rossonera fu Alvaro Morata, autore di un gol al Bernabeu contro il Real Madrid nella storica vittoria per 1-3.

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Proprio lo spagnolo è tornato a parlare di un curioso episodio avvenuto nei suoi giorni rossoneri. Ospite al podcast dell’ex calciatore dell’Atletico Madrid Mario Suarez, intitolato “El Camino de Mario”, Morata ha rivelato un retroscena nel giorno della sua presentazione. Queste le sue parole:
“Mi sono presentato alla mia presentazione con il Milan sotto l’effetto di farmaci, senza sapere bene cosa stessi facendo. Ovviamente, il Milan è un club enorme”.
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