Demetrio Albertini
, in una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, ha parlato delle mosse di mercato del nuovo Milan tardato Tare e Allegri e di ciò che si aspetta in questa nuova stagione. Le sue parole:
Sull’arrivo di un numero 9 e sul nome di Dusan Vlahovic, in uscita dalla Juventus: “Presumo che il Gimenez visto da febbraio in poi non sia quello “vero” anche perché è difficile inserirsi in pochi giorni in una nuova formazione. Detto questo un altro centravanti forte serve. Vlahovic? A me non dispiace. Il Vlahovic che ho visto alla Fiorentina lo prenderei a occhi chiusi. Ripeto: a occhi chiusi. Dopo l’esperienza alla Juventus, qualche dubbio in più mi è venuto, ma uno come Vlahovic, se messo nelle condizioni giuste, al Milan sono convinto farebbe bene”.
Su Ricci, presentato ieri in rossonero: “Per me si tratta di un’idea stupenda che mi riporta alla mente l’investimento fatto qualche anno fa per Tonali. (…) Ricorda Albertini? Per quel che riguarda l’opportunità che ha a disposizione sì. Quando sono arrivato al Milan, giocavo qualche metro più avanti, ma poi sono arretrato e sono diventato un metronomo come lui. Io forse avevo più lancio lungo e più filtranti, ma Ricci è bravissimo a dettare i tempi alla squadra”.
Sulla decisione del Milan di cedere Francesco Camarda in prestito al Lecce: “Io lo avrei tenuto e lo avrei fatto giocare. All’estero ai giovani di talento le grandi squadre danno fiducia: il Barcellona fa scuola con l’utilizzo di Iniesta, Xavi, Yamal e tanti altri. Noi invece preferiamo mandarli in squadre più piccole. Io mi domando: ma non sarebbe stato meglio se avesse giocato 15-20 partite al Milan?”.
Albertini sull’arrivo di Modric
Sull’arrivo al Milan di Luka Modric: “Se promuovo l’operazione Modric? Come potrei dire di no. Potrebbe fare quello che ho fatto io quando sono andato a Barcellona, ovvero portare esperienza all’interno dello spogliatoio, aiutare i giovani talenti che ci sono ed essere pronto in qualunque momento per aiutare la squadra a vincere. Chi ha già vinto trasmette la mentalità giusta agli altri e quello che ha chiesto ai dirigenti, ovvero se avrebbero costruito una rosa importante, fa capire che ha ancora fame. La sua età? Non credo che il problema sia questo. Paradossalmente credo che sia più complicato abituarsi a un calcio diverso da quello spagnolo. Non ho dubbi sul fatto che sarà importante per il Milan: ha vissuto tanti spogliatoi vincenti, sa gestire i momenti chiave dei match e ha lampi di classe pura. Con lui il rendimento di Fofana, Ricci e degli altri centrocampisti crescerà. È un ex Pallone d’oro. Uno da Milan. Il resto del mercato rossonero? Il tempo c’è. Non prendi un Pallone d’oro e un allenatore come Allegri se non vuoi puntare al top. Gli acquisti arriveranno”.

