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Albertini: “Sul derby ha ragione Leao! Gara speciale per chi come me ha il cuore rossonero”

Albertini

Demetrio Albertini, storico centrocampista del Milan, ha parlato microfoni della Gazzetta dello Sport, una lunga intervista sul momento del Diavolo e sulla marcia di avvicinamento al derby di Milano, in programma domenica sera alle 20:45. L’ultima occasione per Max Allegri per provare a tenere aperto un campionato che sembra ormai inevitabilmente chiuso, con l’Inter capolista in vantaggio di ben 10 punti sui rossoneri. Queste le parole di Albertini sulle pagine della rosea:

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Il derby per Albertini: “Il derby non è una partita come le altre, per chi come me è cresciuto con i colori rossoneri addosso. In palio ci sono più di tre punti. AI miei tempi aveva Baresi, Maldini, Costacurta, dall’altra Ferri, Bergomi e Berti. A quell’epoca non c’era bisogno di caricare l’ambiente, tutti eravamo consapevoli dell’importanza della sfida”.

Sulle parole di Leao: “Credo che Leao abbai voluto avvisare i compagni. Oggi le rose cambiano tanto ogni stagione e sono composte da molte stranieri, quindi c’è bisogno da fare certi richiami al dovere. Rafa è al Milan da quasi 7 anni, le sue sono parole da veterano. In un derby vanno in campo anche il senso di appartenenza e la storia di un club”.

Sulla settimana che porta alla stracittadina: “Quando giocavo io, almeno nei giorni di allenamento, non era particolarmente diversa dalle altre. Quello che cambia è il contorno, quindi atmosfera, tifosi e più in generale la città. Non credo che in settimana Allegri voglia lavorare in maniera diversa dalle altre”.

Per il Milan è questione di vita o di morte, come ha sottolineato Leao? “Se l’Inter dovesse vincere potrebbe iniziare a cucirsi lo scudetto sul petto. La partita conterà più per il Milan che per la squadra di Chivu. In caso di vittoria del Milan, non credo che il campionato possa considerarsi riaperto”.

Su Allegri: “Ha ridato consapevolezza alla squadra, oltre alla solidità e mentalità. È curioso come la squadra giochi molto meglio i secondi tempi rispetto ai primi 45 minuti. Non può essere un caso che i rossoneri trovino sempre il gol nei minuti finali”.

Su Pulisic: “Non sono preoccupato dal suo calo”.

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