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Il giornalista duro: “Il Milan? Una squadra che propone un calcio ignobile. In Italia facciamo morire il calcio!”

È un momento estremamente complicato per il Milan, chiamato a reagire in una fase della stagione che rischia di compromettere in maniera definitiva gli obiettivi prefissati. I rossoneri continuano infatti a mostrare enormi difficoltà sotto ogni punto di vista: il gioco non convince, le idee sembrano poche e, soprattutto, i risultati continuano a mancare.

La sensazione, sempre più diffusa tra tifosi e addetti ai lavori, è quella di una squadra smarrita, incapace di trovare continuità sia dal punto di vista tecnico che mentale. Per questo motivo la prossima sfida contro l’Atalanta assume i contorni di un vero e proprio spartiacque nella stagione rossonera. Una gara da dentro o fuori, fondamentale per mantenere vive le speranze di qualificazione alla prossima edizione della UEFA Champions League.

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Una squadra senza identità

A parlare del delicato momento del Milan è stato anche Riccardo Trevisani, che ha analizzato senza mezzi termini le difficoltà della squadra rossonera, utilizzando parole molto dure nei confronti del gioco espresso dalla formazione milanista.

Secondo Trevisani, il problema non riguarda soltanto i risultati, ma soprattutto l’identità calcistica della squadra. Il giornalista ha infatti sottolineato come il Milan stia proponendo un calcio lontanissimo dagli standard richiesti a un club di questo livello, evidenziando una mancanza di qualità, organizzazione e idee offensive.

“È una squadra che propone un calcio ignobile, una bruttezza sconvolgente, terribile. Ma è un calcio che non c’entra niente con quello che si sta facendo”.

Trevisani

Parole pesanti, che fotografano perfettamente il clima di forte delusione che si respira attorno all’ambiente rossonero nelle ultime settimane.

L’attacco al calcio italiano

Nel corso del suo intervento, Trevisani ha poi allargato il discorso all’intero movimento calcistico italiano, criticando la tendenza a concentrarsi su dettagli tattici secondari invece di affrontare il problema principale: il livello del calcio espresso dalle squadre italiane in Europa.

Il giornalista ha preso come esempio alcuni episodi legati alle partite internazionali, accusando il sistema italiano di restare ancorato a vecchi concetti tattici mentre il resto d’Europa evolve rapidamente sul piano del gioco e dell’intensità.

“Qui siamo nel paese dove anziché dire: ‘Accidenti quanto gioca male il Milan, ma che fa il suo allenatore?’, diciamo: ‘Sì, però la diagonale di Nuno Mendes contro PSG-Bayern Monaco in Italia non sarebbe successa’”.

Ranking, Champions e Nazionale: il paragone impietoso

Trevisani ha poi concluso il suo ragionamento sottolineando il ritardo accumulato dal calcio italiano rispetto alle grandi potenze europee. Dal ranking UEFA alle difficoltà della Nazionale, passando per i risultati negativi nelle competizioni internazionali, il quadro tracciato è stato estremamente severo.

“In Italia facciamo morire il calcio. Siamo dietro nel ranking, fuori dalle prime dieci, non facciamo una vittoria in Champions da 16 anni, non facciamo bene con la Nazionale se fai eccezione per il 2021, non partecipiamo ai Mondiali e giochiamo un calcio terrificante”.

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