Dopo più di dieci anni, Massimiliano Allegri è tornato al Milan. Dopo la stagione fallimentare terminata poco più di un mese fa, il club di via Aldo Rossi ha deciso di affidarsi a un allenatore esperto. Max è sinonimo di garanzia e gli Scudetti vinti negli ultimi anni fanno testo. Ora sta alla società costruire una squadra che incarni, in tutto e per tutto, l’idea di gioco dell’allenatore livornese.
L’ex calciatore del Milan, Rodney Strasser, ha rilasciato un’intervista a Milannews, il cui tema principale è stato il ritorno di mister Allegri sulla panchina rossonera. Queste le parole dell’ex rossonero:
“Se sono sorpreso dal ritorno di Allegri? Sì e no. Pensavo che prima o poi sarebbe tornato ad allenare il Milan, per il legame che aveva creato. Ma non mi aspettavo che succedesse proprio quest’anno. Il Milan, sicuramente, ha fatto la scelta giusta”.
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Sull’ottavo posto del Milan nella scorsa stagione:“Spiegare cosa sia successo è difficile. Per me è davvero sorprendente vedendo anche la qualità complessiva della rosa. È mancata un po’ di esperienza forse. Quando ho visto la squadra vincere la Supercoppa con Conceicao, pensavo in una svolta, ma mai mi sarei aspettato finisse così”
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Un ricordo di Allegri nell’esperienza come calciatore del Milan:
“Un leader, una persona in grado di reggere immediatamente l’urto del passaggio dal Cagliari al Milan. Non è affatto semplice fare questo salto, con tutto il rispetto per la piazza sarda. Una persona brava, dentro e fuori dal campo. Uno a cui piace allenare e che in allenamento ti dà sempre qualcosa in più. Sa darti i consigli giusti e sa farti stare bene. Ed è meticoloso: ricordo che un giorno della settimana, dopo la classica seduta, si soffermava sui difensori, il giorno dopo sui centrocampisti. Voleva sempre migliorare la squadra. E fuori dal campo è bravissimo veramente: sa scherzare, ridere, sdrammatizzare. Con noi giocava anche a calcio-tennis”.
Sul presunto “gioco difensivo” di Max:
“Solite storie per sminuire, ma non è così. Prendete le statistiche dell’anno dello Scudetto e guardate quanti gol abbiamo fatto. Semmai, io direi che è un tecnico molto attento a studiare l’avversario: l’approccio si modellava a chi affrontavi. Ma non passavamo mai la palla dietro: sempre in avanti”.
