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L’allenatore esalta Loftus-Cheek: colpi e giocate da fenomeno vero

 

Ruben Loftus-Cheek può essere uno dei protagonisti della nuova stagione del Milan. Massimiliano Allegri punta su di lui per sfruttare forza, fisicità e capacità di inserirsi in attacco, rilanciandolo come centrocampista centrale della squadra.

Dopo una prima stagione positiva con Stefano Pioli e un’annata 23/24 da protagonista, Loftus-Cheek aveva avuto un periodo difficile. Infortuni e un ruolo poco centrale nelle stagioni precedenti gli avevano impedito di mostrare tutto il suo valore. Con Allegri, però, l’ex Chelsea sembra tornato in forma: contro il Lecce ha segnato il gol che ha sbloccato una partita complicata. Il tecnico si aspetta da lui e da Fofana un totale di 15 gol entro fine stagione. Il buon rendimento ha attirato anche l’attenzione della Nazionale inglese, che lo ha convocato per le prime due partite di qualificazione al Mondiale 2026, a sette anni dall’ultima chiamata.

 

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Il parere di Luca Gotti

 

Luca Gotti, che lo ha allenato quando era vice di Sarri al Chelsea, racconta così Loftus-Cheek su gazzetta.it: “Credo sia un giocatore che vada lasciato libero di esprimersi. Ha grandi strappi ed è esplosivo, ma bisogna cercare di non ingabbiarlo eccessivamente. Al Chelsea aveva libertà e i risultati si vedevano”.

Secondo Gotti, i problemi degli ultimi anni sono legati a infortuni e mancanza di continuità: “Ruben è un ragazzo sensibile, quasi inconsapevole di quante qualità abbia. Ci vuole pazienza, fiducia, a volte tatto. E poi non si possono non considerare gli infortuni. Gli è sempre mancata quella continuità che gli avrebbe consentito di fare il salto”.

 

Allegri

 

Sull’arrivo di Allegri, Gotti è positivo: “La prima cosa che ho pensato è che Allegri, da calciatore, faceva proprio quel ruolo lì. Quindi sa come si tratta un giocatore del genere. Ruben è diverso, certo, ha molta più forza e potenza però lo vedo bene nel centrocampo del Milan. E a Lecce abbiamo avuto solo il primo assaggio…”.

Infine, Gotti sottolinea le qualità uniche del centrocampista: “Ha caratteristiche che non ho mai più trovato in nessun altro calciatore. Ruben è unico nel suo genere. Aveva colpi e giocate da fenomeno vero, ma diciamo che dipendeva da come girava il sole…Ha un tiro incredibile e tempi di inserimento da top player. È un giocatore molto verticale, moderno. La cosa che più mi ha impressionato è come diventasse dominante quando sentiva la fiducia dello spogliatoio. Si trasformava”. 

 

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