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Amorim mago dei cambi: tutti i gol arrivano dai subentrati

cissè

C’è un dato che fotografa meglio di molti altri l’inizio di stagione del Milan di Ruben Amorim. Una statistica particolare, quasi paradossale, ma che racconta bene una squadra ancora alla ricerca del proprio equilibrio: i rossoneri hanno segnato soltanto nella ripresa e tutti i gol sono arrivati sfruttando giocate decisive di calciatori entrati a partita in corso.

Un elemento che può essere interpretato in due modi. Da una parte, il dato alimenta qualche interrogativo sulle formazioni iniziali scelte dall’allenatore portoghese. Dall’altra, certifica la capacità di Amorim di leggere le partite, intervenire durante i novanta minuti e cambiare il volto della propria squadra attraverso i cambi.

Torino, la prima svolta arriva dalla panchina

Il copione si è visto già nella gara d’esordio. A Torino il Milan riesce a portare a casa una vittoria per 2-1 grazie all’impatto di Adrien Rabiot e Cissé.

Rabiot, entrato dalla panchina, serve l’assist per Cissé e trova poi personalmente la rete. Due episodi che trasformano il volto della partita e inaugurano una curiosa tendenza che accompagnerà i rossoneri nelle giornate successive.

Contro il Venezia ancora decisivi i cambi

La seconda giornata conferma la sensazione. Contro il Venezia, il Milan vince 2-0 e anche in questo caso le azioni decisive portano la firma di giocatori subentrati.

Saelemaekers entra e confeziona l’assist per Ramos. Poco dopo è Jashari, anche lui entrato a gara in corso, a rendersi protagonista nell’azione che porta all’autogol degli avversari, viziato dal suo tiro.

Ancora una volta, dunque, la panchina non rappresenta soltanto un’alternativa, ma diventa il vero motore offensivo della squadra nella seconda parte della gara.

A Torino contro la Juventus basta Cissé

La tendenza prosegue nella sfida contro la Juventus. Una partita equilibrata, nella quale il Milan trova la rete ancora una volta attraverso un calciatore entrato dalla panchina: Cissé.

Il giocatore sfrutta il proprio ingresso in campo e firma il gol che permette ai rossoneri di uscire dallo Stadium con un punto.

Tre partite, tre conferme. Ma è la trasferta dell’Olimpico contro la Lazio a rendere il dato ancora più clamoroso.

Moreira ribalta la Lazio

Contro la Lazio il Milan va ancora una volta a caccia della soluzione dalla panchina. E la trova in maniera fragorosa.

Diego Moreira, subentrato, segna una doppietta. A rendere ancora più significativo il dato c’è anche l’assist di Pulisic, pure lui entrato a partita in corso.

Il risultato finale, 2-2, porta dunque ancora una volta il marchio delle sostituzioni di Amorim.

Errore iniziale o grande capacità di lettura?

A questo punto la domanda diventa inevitabile. Il Milan sta sbagliando le formazioni iniziali oppure Amorim è semplicemente particolarmente bravo a leggere ciò che accade durante le partite?

La statistica può essere utilizzata per sostenere entrambe le tesi.

Il primo scenario è quello più critico: se i giocatori che entrano nella ripresa riescono sistematicamente a incidere più di quelli schierati dal primo minuto, allora qualche dubbio sulle scelte iniziali è inevitabile. Determinate caratteristiche, che Amorim riesce a sfruttare a partita in corso, potrebbero forse essere utilizzate fin dall’inizio.

Ma esiste anche una lettura decisamente più positiva. Il calcio moderno premia sempre di più gli allenatori capaci di modificare la partita attraverso le sostituzioni. Un giocatore fresco può attaccare spazi che un avversario stanco concede, cambiare il ritmo e sfruttare situazioni che nei primi quarantacinque minuti non esistevano.

Ed è proprio ciò che sembra accadere al Milan.

Una panchina che diventa un’arma

Il dato, quindi, non racconta necessariamente soltanto un limite. Può rappresentare anche una risorsa.

Amorim sembra avere a disposizione una panchina capace di cambiare le partite e, soprattutto, sembra saper individuare il momento giusto per utilizzarla. Rabiot, Saelemaekers, Jashari, Cissé, Moreira e Pulisic sono tutti diventati protagonisti dopo essere partiti fuori dall’undici iniziale.

Il confine tra errore nella formazione e abilità nella gestione è però sottile. Se il Milan continuerà a faticare nei primi tempi, il tema tornerà inevitabilmente d’attualità. Se invece i rossoneri continueranno a trovare dalla panchina la chiave per sbloccare le partite, Amorim potrà rivendicare una delle caratteristiche più importanti del suo lavoro: la capacità di cambiare una gara con le proprie decisioni.

Per ora, il dato resta singolare: quattro giornate, nessun gol prima dell’intervallo e soltanto gol nati dall’impatto dei subentrati.

Il Milan di Amorim, almeno per adesso, sembra avere una certezza: la partita vera comincia dalla panchina.

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