Nella passata stagione la più grande difficoltà del Milan consisteva nel battere con costanza le squadre del lato destro della classifica. I rossoneri addirittura avevano perso più di 20 punti in campionato contro queste squadre, ed erano stati di netto la peggior big in questo genere di partita. Considerando la forza del Milan di Allegri negli scontri diretti dell’anno scorso, se la squadra fosse riuscita ad ottenere buoni risultati contro le piccole, avrebbe persino potuto strappare lo scudetto all’Inter.
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Il focus
Quest’anno uno degli step importanti per il Milan di Amorim dunque era riuscire a non sprecare punti contro le squadre meno accreditate. Sicuramente cinque giornate di campionato è un campione di partite troppo ristretto per qualsiasi tipo di analisi, ma la sensazione è che il gioco di quest’anno possa agevolare non poco l’approccio a questo tipo di gare. Contro Torino, Venezia e Lecce sono arrivati tre successi con sette gol fatti e uno solo subito, praticamente sull’ultima azione della partita contro il Toro, a risultato già acquisito. Ed è soprattutto la sensazione generale ad indurre ad un minimo di ottimismo.
Il Milan in queste tre partite è sempre stato padrone del match, del possesso palla, del ritmo della gara, insomma, non ha mai dato la sensazione che il match potesse scivolargli di mano. L’impressione anzi è che il risultato potesse essere quasi più largo in tutte le tre sfide, con il Milan che ha sempre creato tanto senza mai trovare la rete con particolare facilità. Nel complesso, la squadra di Amorim arriva alla sosta delle nazionali con buone sensazioni e con 11 punti in classifica in cinque giornate nonostante tre gare insidiose giocate in trasferta.
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