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Amorim: “Vogliamo lo Scudetto. Futuro di Leão? Rispondo così”

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Rúben Amorim ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Torino-Milan, match valido per la prima giornata di Serie A. Di seguito le parole del tecnico rossonero:

“Conosco Abate, so che ha disputato tante partite importanti. Quindi lui conosce a memoria il Milan e sa che dobbiamo vincere tuttte le partite. Noi sappiamo che non è soltanto importante ciò che pensano gli altri, è importante ciò che pensiamo noi. Vogliamo vincere ogni partit. Sarà una partita difficile, ma mi aspetto una partita diversa rispetto al Manchester United. Ignazio Abate conosce bene il calcio italiano, io sono agli inizi. Abate ha giocato e vinto qui, sa che il Milan deve vincere tutte le partite. Mi aspetto una partita difficile, bella da vedere. Abate vuole imporre il suo stile di gioco a Torino, ma anche noi vogliamo fare altrettanto”.

“Credo che la pressione sia la stessa, anche se si tratta soltanto della prima partita. io sono un po’, ma lo ero anche in terza serie. Per l’allenatore è sempre così, perché noi veniamo giudicati a cadenza. Ho piena fiducia dei miei calciatori che stanno lavorando molto bene e si vede che questo gruppo sta diventando una squadra. Anche nella maniera in cui stanno lavorando, ho fiducia nella mia squadra. provo un po’ di ansia, però stiamo lavorando molto bene. Faremo di tutto per essere pronti, anche se ripeto, c’è un minimo di ansia, ma questo fa parte della pressione”.

“La prima cosa da dire è che più che vedere la vera squadra di Amorim o le differenze con Allegri, credo che la cosa più importante è essere da Milan. Tutti noi obbiamo preoccuparci dell’interesse comune della squadra: questa è la cosa prinicpale. Dobbiamo pensare in quanto squadra. Sicuramente noi vogliamo avere più possesso palla: questo è uno dei principi che si vedrà. Cercheremo di portare più giocatori nell’area avversaria. E penso che questa è una cosa che si vedrà domani. Voglio fare una buona fase difensiva come ha fatto Allegri, quindi questa è una somiglianza del Milan scorso. Ma ci saranno delle novità, delle diffferenze. Non mi aspetto di vedere il prodotto finale sin da domani. È un percorso. Bisogna diventare una squadra, un gruppo. Non aspettatevi di vedere già il prodotto finale sin dalla prima partita”.

“Voglio sfruttare questa domanda per dire una cosa. L’anno scorso ho guardato tante partite del Milan. Nelle sfide contro l’Inter o le big siamo stati molto forti. La concentrazione è calata contro le squadre abbordabili. Perciò, per me il Torino è la squadra più forte al mondo. I tifosi si aspettano che battiamo il Torino, ma io voglio che la squadra dimostri di poter battere queste squadre. L’Inter è una squadra forte, ha un’identità che parte da lontano. Gasperini conosce la Serie A. Il Como ha un ottimo allenatore, ma non ha la stessa responsabilità che ha il Milan. E questo può pesare per i nostri calciatori. In Italia è molto difficile dire quale sarà una sfida difficile o meno. Noi abbiamo perso la Champions League perdendo contro il Cagliari all’ultima giornata. Per il momento esiste solo il Torino: se dovessimo vincere questa partita andrà benissimo”.

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“L’obiettivo è sempre di vincere lo Scudetto. Io non so quanto tempo ci vorrà, ma noi abbiamo questa mentalità che noi vogliamo vincere tutte le partite. Anche i tifosi si aspettano che vinciamo lo Scudetto. Bisogna anche essere sinceri: esiste un gap con il Milan. Però partiamo tutti con gli stessi punti. C’è tanto da fare e il nostro obiettivo è quello di battere il Torino”.

“La cosa più importante è essere squadra in ogni momento. Se dobbiamo difendere stiamo tutti dietro, se dobbiamo attaccare stiamo tutti lì. Dobbiamo rispettare la società che vuole dominare le partite questo sarà l’obiettivo. Non so se avremo anche il possesso palla a lungo domani, sicuramente questo è ciò che vogliamo. Però la cosa più importante è vincere questa partita”.

“Rafa in questo momento non è importante. È importante la partita di domani. Leao non è pronto per questa partita, non si è allenato. Però tutti gli altri calciatori sono pronti. Non ho notizie da darvi per le partenze”.

“Sin da quando sono arrivato penso che ci sia un’ottima organizzazione, un’ottima struttura. Tutti sono disposti a mettere il club al posto che gli compete. Il mio compito è che il Milan possa rendere anche in campo, ma tutto il resto è già a posto. Tutto è organizzato perfettamente. Quindi qui al Milan tutti sanno come fare a questo livello. E adesso il ruolo nostro e dei calciatori è quello di fare bene in campo”.

“Sì, abbiamo acquistato giocatori importanti che hanno tanta qualità e un’età che permette loro di crescere. E credo che questo sia importante. Ciò che ci manca è essere una squadra vera e propria, una famiglia. A volte si cercano tutte le qualità tecniche. Una vera squadra può anche ofuscare tante cose. Noi abbiamo tante qualità, ma vogliamo essere squadra, vogliamo sentirci una famiglia, vogliamo lottare di partita in partita pur di vincere contro tutte le squadre. A volte si pensa che bastino i giocatori più forti di tutto il mondo, ma è la squadra che vince le partite. In questo momento la cosa più importante è cercare di migliorare in quanto squadra”.

“Qualcosa che ho provato da quando sono arrivato qui è il senso di una famiglia. E adesso sta a noi trasmettere questo messaggio ai calciatori. I calciatori hanno capito che stiamo cambiando il nostro modo di giocare. Sicuramente avete visto che siamo migliorati in alcuni aspetti. Molto dipenderà dai nostri risultati. La velocità di crescita dipenderà dai nostri risultati. Non riesco a dire quale sarà l’aspetto difficile”.

“Moreira lo vedo come esterno. Penso che questo potrebbe essere il suo ruolo migliore. Però è difficile da dire il calciatore che mi ha sorpreso. Io adoro Cisse e spero che non ascolti queste parole (ride, ndr.). Matteo Gabbia è quello che rappresenta più i valori del Milan, il suo modo di allenarsi. Tutti i calciatori mi hanno dato qualcosa, stanno lavorando al meglio. Finché il calciatori continueranno a lavorare con questo spirito, io sarò sempre con loro”.

“È importante che tutti sentano la responsabilità di essere al Milan. Non si tratta solo del mio rapporto con Cardinale, ma il fatto che Cardinale ci sia sempre. Lui parla con tutti. Il proprietario c’è sempre e presta attenzione a tutti i dettagli. Penso che se si dovesse chiedere a Gerry Cardinale, bisognerebbe fare così per diventare una squadra forte. Cercherò di portare uno stile di gioco offensivo”.

“Dipende molto dalla mentalità del calciatore stesso. A volte si vede un calciatore offensivo e che non sappia difendere. Ma la fase difensiva non riguarda solo qualità tecniche, ci vuole spirito. Ma quando noi facciamo la fase difensiva la facciamo tutti quanti. Lui sta migliorando. So che nella vostra cultura si vede il quinto più come terzino piuttosto che come esterno offensivo. Il messaggio che voglio passare a voi è che noi vogliamo essere forti nella fase difensiva, ma farlo col possesso palla. Anche se dovessimo avere dieci giocatori dietro, senza possesso sarà difficile. Noi vogliamo giocatori che sappiano controllare la partita con la palla e penso che Chukwueze l’abbia dimostrato contro il Manchester United”.

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