Da anni circola la leggenda metropolitana in cui si dice che, prima di comprare il Milan, l’intenzione originale di Silvio Berlusconi fosse quella di acquistare l’Inter. A porre fine alla questione ci ha pensato Franco Carraro, ex presidente rossonero, che ha rilasciato una lunga ed interessante intervista al Corriere della Sera. Carraro ha parlato di diversi temi legati al club di cui è stato proprietario. Queste le sue parole.
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Sull’essere il Presidente più giovane ad aver vinto la Coppa dei Campioni: “Il merito è di Nereo Rocco, l’allenatore, di Bruno Passalacqua, il g.m., e di una squadra nella quale i giovani si amalgamarono con i veterani”.
Sull’essere presidente del Milan: «Dopo la morte di papà, si pensava che liquidassi il Milan. Non era così: “tagliammo” la squadra su Rivera, esplose Prati, recuperammo Sormani, primo giocatore al mondo operato di ernia del disco. Comperammo Cudicini per una combinazione. Volevamo Zoff dal Mantova, ma Italo Allodi, manager dell’Inter, ci ostacolò. Franco Evangelisti, presidente della Roma, mi suggerì Cudicini, spiegandomi che l’aveva ceduto al Brescia solo perché Oronzo Pugliese lo riteneva un sindacalista. Rocco accettò, a patto che me ne assumessi la responsabilità: “Già mi criticano per i veterani, non voglio che si dica che viene al Milan in quanto triestino come me”».

Su Silvio Berlusconi: «Mi offrì di fare il senatore e l’ho fatto volentieri. Ma ho accettato quando ero in pensione: in politica, essere senatore conta relativamente poco. Non è vero che voleva comperare l’Inter. Semmai aveva già una mezza idea sul Milan: ci confrontammo quando io mollai, ma non trovammo l’accordo».
Sul calcio di oggi: «Da bambino papà mi portava a vedere Milan e Inter. L’Italia aveva grandi aziende, moltissime di queste sono scomparse. L'”azienda” del pallone invece, esiste ancora, pur tra problemi, tifosi beceri, razzismo, infiltrazioni sgradevoli. I club sono indebitati? Sì, ma quanti creditori vantano dei soldi? Il calcio merita più rispetto: muove grandi interessi e il pubblico aumenta. Sul piano tecnico, invece, per noi è un periodo di vacche magre».
Su Calciopoli: «Mi hanno prosciolto, con la motivazione “si è comportato in modo istituzionalmente corretto”. La giustizia sportiva ha avuto il coraggio di farlo, sono dovuto arrivare fino al Tar. Ad ogni modo, nella vita sportiva ho scelto di avere solo cariche non retribuite, con l’eccezione della presidenza del Coni».
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