Con i sogni europei come ultimo obiettivo per salvare la stagione, il Milan punta Verona con il coltello, poco affilato, tra i denti.
Contro l’Udinese abbiamo assistito al peggiore Milan della stagione, se si guarda il risultato finale, 3-0 tra le mura amiche, non una novità dato che il Milan ha perso più partite in casa (3) che in trasferta (2). Le mura amiche sono un problema? Allora la trasferta al Bentegodi potrebbe dare una mano ai rossoneri.
Lo stadio del Verona però non è stato spesso amico del Milan, anche se nelle ultime stagioni sono arrivate 5 vittorie negli ultimi 5 incontri. Trasferta che porta con se il malcontento generale di entrambe le dirigenze e tifoserie per motivi diversi.

Il Milan poiché si sono visti sfumare il sogno tricolore dopo la pesante sconfitta contro la Lazio, e le tre sconfitte nelle ultime quattro partite non hanno aiutato. Il cambio modulo ed un Leao ancora al centro del malcontento sono solo uno dei motivi per cui il Milan deve far bene a Verona.
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L’altro lato della medaglia vede la squadra veneta nella stagione più complessa degli ultimi anni. Ennesimo anno di rivoluzione, tanto cessioni importanti e pochi giocatori rivelazione. Un esonero ed un Paolo Sammarco che dopo la vittoria contro il Bologna non ha portato altro che 4 sconfitte consecutive. ed una retrocessione che si fa sempre più reale (-9 dal 17esimo posto).
Dunque una trasferta chiave per i destini delle due piazze, chi per mantenere vivo il sogno chiamato Champions League, chi sta sprofondando nel loro peggior incubo, chiamata retrocessione.
A parlare della situazione del Milan e dei suoi attaccanti, parlando nel dettaglio di Leao è Luca Bianchin ne la Gazzetta dello Sport:
“Guardando indietro, allo scorso weekend, resta una domanda: perché Allegri ha schierato Leao da numero 9 contro l’Udinese?
“La scelta di passare al tridente è maturata nel weekend precedente, quando il Milan – contro il Napoli – era andato in difficoltà”.
“Il tridente poteva essere la soluzione per mischiare le carte, dare soluzioni offensive, cambiare l’atmosfera intorno alla squadra”.
“Allegri in settimana ha provato diverse soluzioni, anche il tridente con Leao in mezzo, Pulisic e Nkunku sugli esterni”.
“Nelle ore prima della partita ha scelto la prudenza, quindi Saelemaekers, ma Rafa ha comunque battuto la concorrenza di Gimenez e Füllkrug, due centravanti puri”.
“Motivi. Uno: la considerazione di Allegri verso il 10, che per lui da inizio anno è un attaccante centrale, non un esterno (Max agli esterni chiede di lavorare molto difensivamente e Rafa, diciamo, non ama…)”.
“Due: la voglia di dare fiducia a Leao, che storicamente rende meglio quando ha un allenatore sempre pronto a dargli continuità”.
“Tre: le condizioni atletiche di Gimenez, che dopo il lungo periodo in tribuna – da fine ottobre a metà marzo, con operazione alla caviglia – non è ancora al livello dei compagni”.
“Non per caso, il primo cambio in attacco è stato Füllkrug, non Santi. Allegri all’intervallo ha tolto Athekame e inserito il tedesco con il buco tra i denti, non il messicano biondo: cercava presenza in area”.
“Non era più necessario cercare equilibrio, bisognava spaccare la partita. A quel punto, Max ha allargato Rafa a sinistra come ai bei tempi e, forse non per caso, in quella posizione Leao ha vissuto i pochi buoni momenti della sua partita”.
“Non ha lo spunto dei giorni buoni però, in qualche modo, ha messo sulla testa di Füllkrug uno dei palloni più promettenti del pomeriggio. Il fatto che Niclas non abbia nemmeno preso la porta fa parte degli scenari da giornataccia”.
“I milanisti però per il fine settimana hanno un grande desiderio: tutto, ma non vedere ancora Rafa a sinistra. Significherebbe che il Milan a Verona avrà ancora bisogno disperato di un gol nel secondo tempo… e almeno contro l’ultima in classifica, i tifosi eviterebbero la tachicardia”.
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