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Calvarese ospite da Suma: arbitraggio, novità e gli episodi controversi nelle partite del Milan

Ospite sul canale YouTube di Mauro Suma, l’ex arbitro Giampaolo Calvarese ha aperto un dibattito sul ruolo dei direttori di gara in Italia e sulle possibili evoluzioni della categoria. Di seguito i passaggi principali delle sue dichiarazioni.

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Il contenuto dell’intervista a Giampaolo Calvarese

Da quest’anno va in onda il tuo podcast che si chiama “Fischio Finale”, per la prima volta l’ex arbitro si pone come conduttore e non come opinionista interrogato. In una stagione in cui non abbiamo visto una trasmissione che editorialmente veniva fatta al meglio, come Open VAR, ritieni che il tuo format sia una novità interessante?

“Non era presente, secondo la mia visione, il ruolo dell’arbitro che si mette in gioco. Per ben operare, secondo me, gli arbitri devono ascoltare il calcio, i tifosi, i cronisti e soprattutto i calciatori. Negli anni passati ci si è allontanati dal calcio come regolamento: bisogna riprendere l’interazione. È un idea nuova, che stiamo portando avanti con forza insieme ai calciatori, i quali mi stanno dando una mano”.

L’arbitro che mantiene le redini e l’opinionista che stimola il confronto: può essere una nuova chiave di lettura, anche a livello televisivo?

“Penso proprio di sì. Aggiungo che ci sono stati alcuni problemi: molte volte, all’interno di Open VAR, gli arbitri hanno approfittato di quello spazio per giustificarsi. Sicuramente l’Inghilterra è più avanti di noi, dato che da quest’anno gli audio sono live sul sito fin da subito”.

Torino-Milan, il cross di Cissé ed il braccio molto ampio di Vlasić: abbiamo tutti appurato che era rigore, ma quell’episodio lì è una cartina di tornasole di un cambiamento dei rapporti di forza tra arbitro di campo e VAR?

“Il VAR, a mio giudizio, è stato utilizzato troppo. Quello di cui mi hai appena parlato è un errore non solo da campo, ma anche del VAR. Ti dico questo perché ci sono tantissimi altri episodi: ad esempio, Juventus-Milan, De Winter- Kolo Muani è un episodio da silent check“.

Il gol di Cissé era da annullare dopo il contatto De Winter-Kolo Muani? La mia obiezione è stata questa: Mariani, su tutti quei contatti, in quella partita ha lasciato giocare. Ci puoi chiarire questo punto?

“Nel caso specifico, a mio giudizio, la scelta era in linea con la direzione di gara di Mariani. L’ha detto anche Orsato: è un episodio da silent check e non si discute. E silent check significa che quello che decide Mariani in campo va bene. Perfino Spalletti, in conferenza stampa, ha sottolineato che questi non sono falli da fischiare“.

Passiamo agli altri due episodi. Nel 2-0 della Lazio contro il Milan, nel contatto tra De Winter e Noslin c’era gioco pericoloso dell’attaccante biancoceleste? E in Milan-Lecce, nel primo tempo: palla in area e braccio aderente al corpo con cui il difensore del Lecce respinge. Come valuti questi due episodi?

“Sul primo episodio non ne parliamo proprio. Il discorso sul braccio attaccato al corpo del difensore del Lecce, invece, è interessante: anche se utilizza il braccio, essendo aderente al corpo, non è assolutamente fallo. Se utilizzi tutto il corpo mantenendo il braccio attaccato, per la linea guida generale non c’è mai rigore”.

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