Negli ultimi mesi è stato uno dei calciatori italiani con maggior seguito sul mercato, e ora Andrea Cambiaso ha scelto di raccontare la sua verità. L’esterno si è raccontato ai microfoni della Gazzetta dello Sport, soffermandosi su diversi temi delicati: dal Mondiale per Club, alla scelta di Gattuso come ct dell’Italia, fino ad arrivare alle voci che lo hanno accostato a Milan e Napoli. Ecco le sue parole
Sull’interessamento di Milan e Napoli: “Io non ho ricevuto chiamate, magari i miei agenti sì. Di sicuro nella vita c’è solo la morte però io sono felice qua. Con Tudor non ho parlato ma so che la società e il mister stravedono per me. Sento la fiducia di tutti, sto bene a Torino e non ho mai chiesto di andare via”.
Sulla sua stagione ecco il parere di Cambiaso: “Dal punto di vista personale mentale ho fatto grandi progressi. È una stagione difficile anche per me, la seconda parte non è andata come avrei voluto, ma ora mi sono messo tutto alle spalle. Ora mi sento bene e la condizione crescerà con le partite. Ho avuto problemi fisici che mi hanno condizionato pesantemente ma nulla di più, ho 25 anni e gioco nella Juventus, altri problemi non ne ho”.
Su cosa non abbia funzionato tra Thiago Motta e la Juve: “Non so cosa non ha funzionato, però a metà agosto scorso non avrei mai detto che sarebbe andata a finire così. Mi dispiace perché lo conosco bene, l’ho avuto al Bologna e penso che sia un grandissimo allenatore, ma qualcosa non è scattato, lo dicono i risultati”.

Sulle aspettative per il Mondiale per Club Cambiaso ha aggiunto: “Non lo sappiamo nemmeno noi perché è una prima volta: sarà una sorpresa ma esserci al debutto è già qualcosa di grande. Sicuramente arriviamo tutti stanchi ma giocare è il nostro lavoro e una cosa bella. Nel calcio si giocherà sempre di più. Dobbiamo solo lavorare, affrontando le partite nel miglior modo possibile. Certo, è difficile tenere la qualità alta così a lungo. La carriera di un calciatore è destinata a essere più breve per il numero sempre più elevato di partite. Pensate a Yamal, fenomeno assoluto che a 17-18 anni ha giocato già più di 100 partite. Per forza la carriera si accorcerà, però fa parte della crescita e dello sviluppo dello sport”.
Su Gattuso: “Non l’ho ancora sentito, ma mi fa molto piacere. Speriamo di tornare in America l’estate prossima con l’Italia”.
