Il Milan sta vivendo una nuova identità, una nuova dirigenza, un nuovo modo di intendere il calcio che in Italia non si è mai visto.
Un organigramma innovativo che si basa su più figure ed un’organizzazione che continuerà sui vari impegni con varie teste. Un’idea che mai è stata pensata e conseguentemente applicata. In Italia si è sempre stati schematici, con l’idea di avere una sola figura al comando della varie zone della dirigenza dallo scouting, al mercato, al reparto finanziario e sponsor e così via.
Per molti questa scelta può essere controproducente, poiché le varie scelte dovrebbero passare da più figure, rallentando ogni tipo di scelta all’interno della dirigenza.
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A parlare di questa dinamica è l’ex allenatore del Milan ed opinionista Fabio Capello a Sky Sport a Calciomercato L’Originale:
“Prima c’era il direttore generale, il direttore sportivo, l’allenatore. Adesso con tutte queste parole in inglese non si capisce veramente il ruolo e cosa compete a questa persona.
Poi c’è un’altra cosa che non riesco a digerire. Il proprietario del Milan ha deciso di mandare via quattro personaggi che avevano un ruolo importante. Però mi chiede, queste quattro persone erano così scarse da essere mandate via?
Due su quattro potevano essere validi… Tare e Allegri, lì volevo arrivare. Tare l’ho conosciuto e mi piaceva molto, capiva di calcio, andava a cercare giocatori, cercava di fare le cose fatte bene.
Poi c’è stato questo grande dualismo che ha fatto danni enormi: Ibrahimovic contro tutti. Il danno è stato fatto proprio per questo”.
Un Ibrahimovic che desta non pochi dubbi con la sua presenza, che al momento non ha il Milan al centro della sua quotidianità. Con le varie apparizioni all’interno dei programmi del Mondiale negli States, Zlatan non sembra orientato a mettere il Milan come una delle sue priorità.
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