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Capello analizza il derby: è rinascita Milan?

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La vittoria del Milan contro l’Inter induce automaticamente ad alcune riflessioni: com’è possibile che il Diavolo non riesca a mantenere un livello neanche simile nelle altre partite? E questa seconda sconfitta consecutiva per l’Inter è un campanello d’allarme in vista di Roma e Barcellona? A rispondere ci ha pensato Fabio Capello per la Gazzetta dello Sport.

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Ecco le sue parole: “Il calcio è quella cosa strana per cui il Milan, in un’annata che resta estremamente deludente, riesce a far fuori l’Inter, che è prima in campionato e in semifinale di Champions. Le ha inflitto la terza sconfitta in cinque derby, senza mai averne perso uno e avendo alzato già la Supercoppa in faccia ai cugini a Riad. Siamo al paradosso dei paradossi. Ma la vittoria di ieri che porta il Diavolo in finale di Coppa Italia è stata chiara, netta, entusiasmante. Come in ben poche occasioni questa stagione. Certo, nel primo tempo la squadra di Inzaghi sullo 0-0 ha avuto le occasioni per passare in vantaggio, però nella ripresa ho visto finalmente il Milan giocare da Milan: sicuro, determinato, forte. Mentre l’Inter, come le è capitato anche altre volte, è un po’ sparita”.

Capello ha poi proseguito dicendo: “Ecco, sul valore della Coppa nazionale c’è la solita diatriba: conta poco quando si perde, ma moltissimo quando si vince. Prendiamo il Milan, che adesso avrà la possibilità di alzare il secondo trofeo stagionale, come spesso ha ricordato Conceiçao anche di recente. Bene, che sia chiara una cosa: anche battere il Bologna (o l’Empoli, ma dubito i toscani possano ribaltare al Dall’Ara il risultato dell’andata) a Roma il 14 maggio non salverebbe un’annata in cui non lotti nemmeno per qualificarti in Champions”.

conceicao Milan
Conceicao Milan

“Poi certo, vincere un trofeo è meglio che non vincerlo. A maggior ragione se è ormai l’unica via per centrare un posto nelle prossime coppe europee. Basterà per confermare Conceiçao in panchina? La domanda secondo me è mal posta. Nel lavoro di un allenatore, prima ancora dei risultati in Supercoppa o in Coppa Italia, io mi concentrerei piuttosto sullo spogliatoio. C’è un percorso comune che può far pensare con ottimismo al futuro? Ma queste sono considerazioni che solo chi è dentro al Milan può fare e non certo io”.

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