Fabio Capello questa mattina è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport e, tra i tanti temi toccati, ha espresso il suo pensiero sulle frasi di Gerry Cardinale che hanno “incoronato” Zlatan Ibrahimovic e hanno gettato qualche interrogativo su quello che succederà a livello sportivo nel futuro del Milan, in particolare sul futuro di Pioli. Questo il parere di Capello:
“Non so se ne sarà felice, ma Stefano sa meglio di tutti che al di là delle parole o dei ruoli, questo mestiere è fatto di risultati. Vanno ascoltate le parole di chi comanda, ovvio, ma alla fine più di tutto valgono le vittorie sul campo. A fine stagione si guarderà soltanto alla classifica e ai risultati nelle coppe, il resto sono filosofie.
Da questo punto di vista Zlatan è ormai da qualche tempo al seguito della squadra. E comunque con Maldini e Massara succedeva lo stesso, facevano parte della squadra e Pioli poteva usufruire della loro esperienza. Ibra non parlerà al posto dell’allenatore, non si permetterebbe mai di farlo. Ripeto, è un ragazzo intelligente che sa come comportarsi. Saprà gestire il potere che gli è stato dato. Il contrario vorrebbe dire delegittimare completamente l’allenatore. Qualora succedesse i giocatori avvertirebbero subito la mancanza della leadership che spetta a Pioli. Ma so che non succederà”.
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Capello elogia l’Inter di Inzaghi
Poi sull’Inter Capello aggiunge: “Credo che il percorso di questa Inter straordinaria sia partito alla fine della stagione scorsa, nella finale di Champions League a Istanbul persa 1-0 contro il Manchester City. Quel 10 giugno la squadra di Simone Inzaghi ha capito di essere forte. Il secondo tempo giocato con quell’intensità e quella qualità, mettendo in difficoltà una corazzata come la squadra di Pep Guardiola, ha dato consapevolezza a tutti, all’allenatore e ai giocatori, a quelli che c’erano già ma anche a quelli che sarebbero arrivati in estate. C’è stata infatti la forza e la capacità di passare questa mentalità ai vari Sommer, Thuram, Pavard, Frattesi, Arnautovic: siete arrivati in una squadra che non teme nessuno, in Italia come in Europa”.

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