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“Stadio a San Donato pronto entro il 2028?” La risposta di Sala spaventa il Milan

Giuseppe Sala sindaco di Milano

Continua la “sfida” a distanza tra il Milan ed il sindaco di Milano, Beppe Sala. L’invito del primo cittadino milanese verso i due club è quello di prendere in considerazione la proposta del Comune di restaurare San Siro. Il piano presentato da WeBuild non sembra però convincere i rossoneri. Pochi giorni fa, a Londra, Gerry Cardinale ha confermato di voler proseguire verso la costruzione dello stadio a San Donato.

Dopo essersi espresso nella giornata di ieri sull’esigenza del Comune di avere una risposta ufficiale da parte del Milan, Sala è tornato ad affrontare il tema stadio. Intervistato da Libero, il sindaco di Milano si è concentrato questa volta sulla volontà della proprietà americana di spostarsi nel comune limitrofo, esprimendo le sue perplessità: “Non voglio cercare polemiche, ma le mie perplessità su San Donato persistono, non è un progetto facile. Il Sindaco di San Donato dice che lo stadio sarà pronto nel 2028, ma per mia esperienza dico che è impossibile. Tra l’altro le ricordo un punto fondamentale: le squadre hanno un contratto d’affitto che scade a giugno del 2030, quindi uno può avere tutte le idee che vuole ma deve essere certo di avere uno stadio entro quella data”.

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Entrando più nel dettaglio, Sala ha evidenziato quali problemi potrebbe incrociare il Milan: “In Italia ci siamo scelti delle regole complicate. In più, non nascondiamoci, ci sono delle sensibilità che un tempo non c’erano. Vent’anni fa nessuno si incatenava a difesa del verde e dell’ambiente, oggi questa sensibilità è molto più forte. Mi metto nella testa di un cittadino di San Donato che vede la sua città improvvisamente invasa di auto”.

Infine, su Cardinale, queste le sue parole: “Cardinale sa di cosa parla, ma in un’ottica americana che è francamente ottimistica. Le società non sono patrimonializzate, se uno chiede un prestito a una banca o a un fondo non può dare granché in garanzia. I tassi d’interesse sarebbero altissimi. Fare i conti in tasca agli altri è sbagliato, ma da esperto di finanza, più che da Sindaco, mi sembrano tempi difficili per un investimento così elevato”.

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