Gerry Cardinale, fondatore di RedBird e attuale proprietario del Milan, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera. Il presidente rossonero ha toccato numerosi temi tra cui: la costruzione del nuovo stadio e il futuro di Stefano Pioli. La risposta più attesa tuttavia riguarda la cessione del club. Nei mesi passati infatti, a causa di un viaggio di lavoro dell’americano a Dubai estraneo però al progetto Milan, sono circolate numerose voci su una possibile cessione del club. Di seguito le sue dichiarazioni:
Sul viaggio a Dubai: “Ho un ufficio a Dubai, uno ad Abu Dhabi, ne sto aprendo uno a Riad. RedBird ha molti interessi in questi Paesi“.
Sulle voci di cessione: “Voglio essere categorico: è completamente falso. Sono qui per starci a lungo, ho un lavoro da fare. Mi sono impegnato a riportare il Milan in vetta alla serie A e all’Europa e non mi fermerò prima di aver raggiunto questi risultati. E quando li avremo raggiunti, vorrò raggiungerli ancora“.
LEGGI QUI – Inzaghi a sorpresa dopo Inter-Salernitana: “Non mi fido di Milan e Juve”
Ancora sulla possibile cessione: “È per i tifosi che mi dispiace, perché vengono indotti a pensare a un’instabilità che non c’è ventilando cambiamenti non veritieri nella struttura societaria. Io non mi lascio distrarre e resto concentrato sulle cose da fare. Prenda ad esempio anche la storia del vendor loan sottoscritto con Elliott; sono io che l’ho voluto, perché Elliott ha fatto un grande lavoro. Nessuno mi ha messo una pistola alla tempia. Si può non essere d’accordo con le mie strategie, ma non inventarle. Sono un esperto di corporate finance: supporre che a 18 mesi da queste scelte io stia incontrando difficoltà è privo di fondamento. Sarebbe meglio stimolare dibattiti su come riportare la Serie A a essere un campionato di riferimento, o sull’importanza per i club di stadi moderni“.

Sul nuovo stadio: “Sono molto soddisfatto dei progressi che stiamo facendo, decisamente tanti in 18 mesi, per arrivare a costruire il primo nuovo stadio in Italia dal 2011, con 70.000 posti. Riconsiderare San Siro? Non credo a questo punto, ma ogni opzione merita attenzione“.
Sull’andamento della squadra: “Abbiamo cambiato tanto e ci vuole tempo per creare un team coeso. Siamo comunque in crescita, vicini al secondo posto, e di questo va dato merito a giocatori, staff, allenatore“.
Su Stefano Pioli e sul fatto di non essere soddisfatto della stagione della squadra: “Lo sarò quando vinceremo la Champions. Ma non essere contento in un certa fase non si traduce necessariamente nel licenziare l’allenatore. Credo che Pioli stia facendo un buon lavoro in una situazione non facile, con una squadra molto rinnovata, non cedo alla tentazione di “licenziare” qualcuno tanto per cambiare qualcosa. Io dico: il campionato è ancora lungo, può succedere di tutto, stiamo a vedere. Dobbiamo migliorare in tante cose, con gli infortuni per esempio. Tutti, a partire da me, devono fare un lavoro migliore. Ma io non mi licenzierò, sarò qui per tanto tempo. Nessuno vuole vincere più di me“.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok, YouTube e X!
