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Carenza di talenti in Italia, l’affondo di Costacurta: le cause secondo l’ex rossonero

Costacurta

Intervenuto ai microfoni di Repubblica, Alessandro Costacurta ha espresso il suo pensiero sull’impatto del calcio nella vita quotidiana rispetto ad altre discipline di rilievo. L’ex difensore si è poi soffermato sul tema del percorso di crescita dei nuovi talenti.

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Le sue dichirazioni

I calciatori stanno sul piedistallo?

“Sì, è vero. Ma ce li mettiamo noi. Avete sentito parlare più della medaglia meravigliosa di Larissa Iapichino o di Vicario che è tornato in Italia? Più di quello che ha fatto di eccezionale Tamberi o dell’amichevole del Milan? Io sono a Milano, siamo quattro gatti, parlano tutti di calcio. È una questione di debolezza dell’ambiente”.

Sulla gestione dei nuovi talenti

Inutile dare la colpa ai dirigenti: di talenti ne abbiamo pochi e abbiamo una generazione caratterialmente più fragile. Guardi, io sono stato un giocatore normale che però aveva la fortuna di andare in campo con campioni pazzeschi: oggi dove sono i Maldini? I Baggio? Ma siamo noi che li facciamo diventare così fragili. Diamo loro un peso eccessivo da sopportare. Non li aiutiamo a crescere. Il calcio mette pressione, c’è tensione, arriva la fama. Oggi Sara Curtis la conoscono tutti, dopo sei medaglie e due record del Mondo. La fermeranno, le chiederanno foto, anche lei dovrà imparare a gestire la popolarità. Ceccon lo ha ammesso: la sua vita è cambiata“.

Anche in Spagna i giovanissimi hanno telefonini, soldi, distrazioni. Eppure giocano anche a 17 anni, i dirigenti e gli allenatori hanno il coraggio di lanciarli. E vincono. Se noi non battiamo la Macedonia del Nord o la Bosnia vuol dire che abbiamo una generazione caratterialmente debole, non all’altezza. Ma anche qui è colpa nostra: se Pio Esposito sbaglia il rigore noi massacriamo lui e Gattuso. Se Mancini ha il coraggio di osare e di chiamare Zaniolo prima dell’esordio in Serie A discutiamo per giorni“.

Sul Milan di Amorim e la Serie A

Voglio proprio vedere Mastantuono, può essere il colpo dell’estate: come talento può essere la copia esatta di Nico Paz. Mi incuriosisce molto. Ma ci sono molte cose che mi stuzzicano. La nuova generazione di allenatori giovanissimi, Aquilani, Grosso, Abate, lo stesso De Rossi, ci servono idee nuove, è importante qualcuno che voglia cambiare l’inerzia. E poi aspetto di vedere il Milan di Amorim cosa sarà, se il Como saprà confermarsi. Ma la Fiorentina è quella mi stuzzica: progetto interessante e ambizioso, ci stanno davvero provando”.

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