Continua a far discutere il contestato episodio nei minuti finali di Milan-Bologna, con il rigore prima assegnato e poi revocato dall’arbitro Marcenaro dopo revisione al VAR. A intervenire pubblicamente sulla questione è stato il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, che – ospite a Radio anch’io Sport – ha espresso la sua opinione sull’uso della tecnologia e sull’episodio specifico.
“Si tratta di un errore evidente, ma quando parliamo di tecnologia andiamo avanti, non si torna al passato”, ha dichiarato Gravina.
Un giudizio lucido, che non nega l’errore umano, ma che sottolinea l’importanza di continuare a puntare sulla tecnologia, in quanto strumento utile a ridurre – anche se non a eliminare del tutto – gli episodi controversi nel calcio moderno.
LEGGI ANCHE – Fabrizio Romano rivela: “Qualcuno voleva convincere Modric a non andare al Milan!”
Il caso: l’arbitro valuta il secondo contatto su Nkunku, non il primo
L’episodio si è verificato nel finale della partita a San Siro, quando l’arbitro Marcenaro aveva inizialmente concesso un calcio di rigore al Milan per un contatto in area su Nkunku. Dopo il check al VAR, però, il direttore di gara ha cambiato la sua decisione, valutando come non falloso il secondo intervento subito dal giocatore rossonero, ignorando di fatto il primo contatto, probabilmente più rilevante.
La decisione ha provocato proteste furiose da parte del Milan, culminate con l’espulsione di Massimiliano Allegri per proteste. Un finale incandescente, che ha acceso il dibattito mediatico e arbitrale.
Gravina: “La tecnologia ha ridotto gli errori. Gli arbitri cercano riscontro”
Nel suo intervento radiofonico, Gravina ha difeso l’utilizzo della tecnologia, pur riconoscendo la fallibilità delle interpretazioni:
“La tecnologia ha ridotto molto la percentuale di errori – ha aggiunto – basta vedere quei casi in cui arbitri, senza tecnologia, sono in dubbio e cercano palesemente un riscontro.”
Secondo il presidente federale, il VAR rappresenta un alleato, non un ostacolo, e l’episodio di San Siro deve essere letto come un caso limite in un quadro generalmente positivo.
Il dibattito resta aperto
Nonostante le parole concilianti di Gravina, la polemica non si spegne. Sui social, tra tifosi ed esperti, l’opinione pubblica resta spaccata: da una parte chi invoca una maggiore coerenza nell’utilizzo del VAR, dall’altra chi sottolinea come, senza tecnologia, episodi del genere sarebbero stati ancora più frequenti e meno oggettivamente verificabili.
La FIGC, nel frattempo, conferma la linea della continuità e del progresso: migliorare, correggere, ma mai tornare indietro.
