Il Milan si avvicina alla 30ª giornata di Serie A con una trasferta delicata sul campo della Lazio di Maurizio Sarri. La sfida dell’Olimpico rappresenta uno snodo importante per le ambizioni dei rossoneri nella corsa allo scudetto, ma Massimiliano Allegri dovrà fare i conti con un’assenza pesante a centrocampo. Adrien Rabiot, infatti, non sarà a disposizione a causa della squalifica rimediata dopo l’ammonizione nel derby. Un’assenza che priva il Milan di uno dei suoi elementi più affidabili in mezzo al campo, sia per qualità tecniche che per equilibrio tattico.
Lo staff rossonero sta quindi valutando le alternative per colmare il vuoto lasciato dal francese. Stando a quanto riportato nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, l’opzione più concreta porta a Jashari: il centrocampista svizzero, reduce da prestazioni in crescita, potrebbe essere scelto per partire titolare e prendere il posto di Rabiot nella sfida contro i biancocelesti. Per lui sarebbe una chance importante in una gara di alto livello. Con ogni probabilità questa incognita verrà chiarita da Massimiliano Allegri nel corso della conferenza stampa, in programma per oggi alle 12.00.
LA STAGIONE DI JASHARI
Quando nell’estate scorsa il Milan ha deciso di investire su Ardon Jashari, l’idea era chiara: inserire in rosa un centrocampista giovane ma già pronto, capace di unire intensità, qualità tecnica e personalità internazionale. La realtà, però, ha preso una piega ben diversa nei primi mesi della sua avventura in rossonero.
Il debutto stagionale che molti immaginavano scintillante si è trasformato quasi subito in un percorso a ostacoli. Un infortunio al perone rimediato in allenamento ha frenato sul nascere l’entusiasmo. In un centrocampo già ricco di alternative, la necessità di recuperare con prudenza lo ha costretto a rincorrere, più che a guidare. Per settimane il suo nome è rimasto sospeso tra aspettative e interrogativi, tra ciò che aveva mostrato in Belgio e ciò che ancora non riusciva a esprimere a Milanello.
La fase di riabilitazione è stata lunga. Non solo un lavoro fisico, ma anche mentale: ritrovare fiducia nei movimenti, nei contrasti, nelle accelerazioni. Eppure, proprio in questo percorso silenzioso si è intravista la sua crescita. Quella che sembrava una partenza storta si sta trasformando in una progressiva affermazione. E se i primi sei mesi erano stati segnati dai dubbi, ora la sensazione è che il Milan stia iniziando a raccogliere i frutti della propria scelta.
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