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Chi è Longoni, il giovane talento del Milan considerato l’erede di Maignan

I talenti tra i pali continuano a sbocciare nel vivaio rossonero. Dopo l’era di Donnarumma, il settore giovanile del Milan conferma ancora una volta la sua capacità di forgiare numeri uno di grande prospettiva. L’ultimo esempio arriva da Alessandro Longoni, estremo difensore della Primavera, reduce da un Mondiale Under 17 vissuto da autentico protagonista con la maglia dell’Italia. Un talento che incantato tutti, non a caso l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport gli ha dedicato un’attenta analisi.

Il giovane classe 2008 ha contribuito in maniera decisiva al terzo posto conquistato dagli Azzurrini nella sfida per il bronzo contro il Brasile. Dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari, Longoni ha ipnotizzato due rigoristi verdeoro, sfiorando addirittura il tris, che si aggiungono al penality parato contro la Bolivia. Due interventi che hanno consegnato all’Italia un piazzamento prestigioso, accolto con entusiasmo anche dal presidente federale Gravina, che ha elogiato pubblicamente il gruppo. Nel primo tuffo qualcuno ha rivisto la parata di Maignan su Calhanoglu; nel secondo invece ha confermato una freddezza sorprendente. Sguardo glaciale, concentrazione totale: queste sono le caratteristiche che lo contraddistinguono.

La capacità di adattarsi a ogni situazione di gara, dal caos di un assedio avversario al controllo della costruzione dal basso, fino ai momenti di massima pressione come i penalty, è una delle qualità più preziose per un portiere moderno. Longoni le possiede tutte e lo sta dimostrando da tempo, sia con l’Italia sia con il Milan Primavera. Per ora resterà inserito nel progetto Milan Futuro, il percorso dedicato alla crescita dei giovani talenti, dove il suo sviluppo viene monitorato con attenzione.

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Un lavoro quotidiano quello del classe 2008, insieme al suo preparatore, Luca Castellazzi (ex portiere dell’Inter) per curare ogni dettaglio. Ma quali sono i suoi punti di forza? Senza ombra di dubbio la reattività fulminea e lettura perfetta delle situazioni sulle palle basse. Come è normale che sia però il giovane giocatore possiede anche delle aree da migliorare. Qualche esempio? Le uscite alte.

Come sottolineato dalla Rosea, Longoni, arrivato al Milan quando aveva appena otto anni, si è fatto apprezzare non solo per le qualità tecniche, ma anche per un carattere particolare: fuori dal campo è tranquillo, riservato, amante della lettura. Ma una volta in porta si trasforma, mostrando una personalità travolgente, istintiva, quasi “folle” nel senso più calcistico del termine. Non teme nulla e nessuno, proprio come quei portieri che sembrano nati per affrontare il destino dal dischetto.

I suoi salvataggi però non si limitano solo alla Nazionale (dove fu decisivo anche agli Europei U17 del 2024, quando neutralizzò un rigore dell’Inghilterra aprendo la strada al gol di Camarda), ma anche con i rossoneri è risultato determinante: quattro rigori parati la scorsa stagione, uno in campionato e tre in Coppa Italia, due dei quali proprio contro l’Inter nei quarti.

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