Questa sera a San Siro va in scena Milan-Lazio. Per l’occasione, l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha intervistato un ex protagonista della sfida: Pippo Pancaro. Numerosi i temi toccati: dal suo arrivo al Milan al celebre coro a lui dedicato, passando per Rafa Leao, fino al retroscena con Maldini, Bartesaghi e lo scudetto. Di seguito le sue parole:
Su Milan-Lazio:
«Non mi chieda per chi faccio il tifo perché è impossibile. La Lazio ha realizzato tutti i miei sogni, il Milan mi ha permesso di vivere uno spogliatoio straordinario e di giocare una delle annate migliori della mia vita, quella del mio secondo scudetto, 2003-04.Avevo 34 anni e mi davano tutti per finito. Ho dimostrato il contrario».
Sull’arrivo al Milan:
«Avrei chiuso la carriera alla Lazio, ma c’erano già le avvisaglie di qualche problemino societario. Avevo perso motivazioni, l’annata non era andata bene e alla fine andai via, ma ebbi la fortuna di entrare in uno spogliatoio di campioni .Il rosso e il nero erano i colori della squadra del mio paese, l’Acri. Per questo mi sono sempre sentito a casa».
Sul coro dei tifosi:
«”Eran quasi le tre, eri in giro con me, Pippo Pancaro alè…”. Vincemmo lo scudetto dopo un testa a testa contro la Roma. L’unico rimpianto
resta la finale di Champions persa in quel modo, ma non è vero che festeggiammo a fine primo tempo. In albergo Maldini fece un discorso.
Cosa ci disse? Sarà stata l’una di notte. Nessuno riusciva a dormire. Ci ritrovammo nella hall. Paolo ci disse che ci saremmo dovuti rifare subito. E infatti andò così, ma io ero già andato via».
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Come si marca Leao:
«Stretto, duro, senza possibilità di farmi puntare. Devi giocargli attaccato alle caviglie. La sua fortuna è stata incontrare Allegri, che io conosco dai tempi in cui giocavamo a Cagliari. Lui è stato un genio nel capire che uno come Leao non deve correre all’indietro, ma fare una sola fase».
Su Bartesaghi:
«Mi piace molto. E anche Palestra».
Su Modric:
«Se avrebbe giocato nella mia Lazio e nel mio Milan di campioni? Non so. Simeone, Veron, Pirlo, Gattuso, Kakà, Seedorf… farei fatica a toglierne uno».
Sul Milan e una vittoria dello scudetto:
«La variabile è il centravanti, ma Leao può risolvere i problemi dei rossoneri. Davanti a tutti c’è sempre l’Inter, poi è un campionato equilibrato».
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