L’episodio che più di qualunque altra cosa sta facendo discutere è senza alcun dubbio la seconda ammonizione di Kalulu per un presunto fallo ai danni di Bastoni. Il contatto, come si è visto durante i molteplici replay dell’azione, è molto lieve, quasi inesistente. Bastoni accentua non poco la caduta e forse un giallo per simulazione non sarebbe stato per nulla sbagliato. I nerazzurri da quel momento rimangono con l’uomo in più e la partita prende una direzione completamente opposta rispetto a prima.
LEGGI ANCHE- È un Milan da record: le statistiche parlano chiaro!
Tantissime le critiche dopo la fine del match da parte del mondo bianconero. Significativa è l’immagine di Spalletti e Chiellini, con molti componenti dello staff dell’allenatore toscano, nel tunnel che porta agli spogliatoi, che si scagliano in modo vemente contro l’arbitro La Penna. La risposta di Chivu alle critiche non si fa attendere. Nella conferenza stampa post partita l’allenatore nerazzurro dichiara di aver subito anche esso dei torti arbitrali evidenti e, che quando succede a sfavore dell’Inter, lui predica calma ai propri giocatori per non mettere ancora più in difficoltà l’arbitro in campo.
Ciò però che sta passando sottobanco è una dichiarazione di Chivu il giorno prima del Derby d’Italia. “Parliamo sempre delle stesse cose anche dopo l’avvento del Var, ci si lamenta sempre contro la propria squadra. Quando vedrò un allenatore dire: l’arbitro mi ha favorito…“. Il cambio di registro con cui si è espone dopo l’episodio a proprio favore, però, diventa quasi assurdo.
Queste le parole di Chivu dopo le critiche sul contatto Kalulu-Bastoni: “Per me è un tocco leggero, ma un tocco. Bisogna ammetterlo. Io quando ho subito torti per dei tocchi leggeri, parlo della Champions League, ho insegnato ai miei giocatori di non mettere l’arbitro in condizione di decidere. Un tocco è tocco, anche se è leggero e bisogna ammetterlo, perché è leggero. Il mio giocatore sente la mano perché l’ha anticipato e niente. È la decisione dell’arbitro. Soprattutto un giocatore d’esperienza come lui le mani, in alcune circostanze, bisogna tenerle a casa. Io con un giallo addosso non mettevo le mani addosso all’avversario, soprattutto in una situazione in cui viene anticipato e si andava in contropiede“
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok,YouTube e X
