Sarà una maglia speciale, quella indosseranno questa sera i giocatori del Milan contro il Bologna. Sulle spalle dei rossoneri non ci saranno i soliti cognomi con cui siamo abituati a chiamarli, ma quelli materni. È questa l’iniziativa promossa da club in occasione della festa della mamma. In una toccante intervista rilasciata a Milan TV, l’allenatore rossonero Sergio Conceiçao ha ricordato così Maria Alice, madre del portoghese, scomparsa 31 anni fa.
“Chi ha la mamma, chi ha genitori, vivi, in questa vita, è ricco e non lo sa delle volte”, esordisce Conceiçao.
Il ricordo di Maria Alice
“Io sono uno dei 8 figli che lei ha avuto, dove tutti avevamo un amore che non è spiegabile. Non si può trasmettere a parole quello che sentivamo io e miei fratelli. Siamo cresciuti nella difficoltà, tanta. Papà lavorava solo lui, mamma si occupava dei figli. Anche lei lavorava tanto, tanto, con tanto amore e affetto. Era una donna…il mio punto di riferimento. A me se domandano nei momenti più felici della mia vita, perché io penso che la felicità continua non esiste. Ci sono dei momenti dove delle persone sono più felici di altre, ma anche in quei momenti c’è sempre un lato un po’ nero in me, non sono pienamente felice, perché mi manca tanto. E ancora oggi è così…“. 
Sulla perdita dei genitori
“Questo percorso che ho avuto a livello famigliare, ho avuto questa forza. Anche quando avevo 4 anni ho perso un fratello che ne aveva 12. Dopo il mio papà è morto che ne avevo 15, quasi 16, e la mia mamma aveva già avuto un ictus ed aveva il lato sinistro paralizzato e non era una persona autonoma. E alla fine io, piccolino, perché i miei fratelli sono più grandi me, ho dovuto fare tutto con la mia mamma: aiutarla in tutto, a fare la doccia, a mangiare. Sono stati anni in cui ho vissuto un amore più grande, un legame che non posso spiegare in parole quello che significa. A livello di soldi non ne avevamo, ma comunque avevamo un amore così grande. Ricordo sempre una frase: “Chi ha la mamma è ricco e non lo sa“, ed è vero”.
“La mia mamma non mi ha mai sgridato. Mio papà era duro, era tosto, era difficile. La mia mamma era la tipica mamma che protegge i figli, aveva sempre una parola bella da dire. La persona più importante, anche se non voglio dimenticare mia moglie sennò si arrabbia. Comunque sono stati momenti, fino ai 18 anni che l’ho persa, molto, molto, molto felici, difficili ma pieni d’amore, un amore così grande che…ripeto, sarò ripetitivo. è vero, ma è difficile da trasmettere quello che io sento, che sento tutti i giorni. Alla fine c’è l’abitutidine al dolore che ho adesso, ma il dolore c’è sempre. Sono abituato a questo dolore e riesco a vivere ed andare avanti”. 
Cosa direbbe oggi ai suoi genitori
“Io lo dico sempre quando vinco i titoli e fumo il sigaro, le prime parole sono per loro. Mi hanno insegnato, anche delle volte senza parlare, mi hanno trasmesso dei valori importantissimi che mi porto oggi. Mi prendo questi valori per essere la fine, la base del mio carattere, della mia personalità e della mia voglia di arrivare, di avere successo. È anche per loro, per dimostrare loro e offrirgli questo successo. Come professionista, ma anche come uomo. Ho 5 figli, sono la mia luce, la mia vita, e che sono orgoglioso nel passargli questi valori che mi hanno insegnato e trasmesso“.
L’augurio a tutte le mamme
“Un augurio a tutte le mamme, a tutte le donne di questo mondo perché è grazie a loro che questa società, il mondo, va avanti, senza dubbio. Veramente chi ha la fortuna, la ricchezza di avere i genitori, in questo caso la mamma, ne deve approfittare e dire tutti i giorni una cosa che prima non dicevamo mai: “Ti amo”. Perché mi manca oggi, e se fosse stata qua gliel’avrei detto tutti i giorni. Ti amo, perché è davvero un sentimento che c’ho e penso che i figli devono avere per la mamma”.
