Da quando l’Inter ha staccato il pass per la finale di Champions League, è esploso un confronto sempre più acceso tra il modello nerazzurro e quello rossonero. Un dibattito inevitabile, alimentato dai risultati molto diversi raccolti dalle due squadre milanesi. A parlare, ancora una volta, è il campo: unico giudice imparziale e inappellabile.
In questo contesto si inserisce il commento del giornalista Franco Ordine, da sempre vicino all’ambiente Milan, che sulle colonne del Corriere dello Sport ha analizzato con lucidità la situazione in casa rossonera. La distanza tra Milan e Inter non è più solo un tema tecnico o di rosa, ma anche e soprattutto gestionale.
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Milan alla ricerca di una guida chiara: il punto sul direttore sportivo
Ordine sottolinea come, a differenza dell’Inter, il Milan si trovi ancora in una fase interlocutoria sul piano organizzativo. “Il club – scrive – è ancora alla ricerca della figura promessa da Furlani e Moncada, cioè un direttore sportivo che, qualora arrivasse, lo farebbe solo a stagione praticamente conclusa.”
Una scelta che pesa, perché il ritardo nell’individuare una figura chiave come il DS si riflette anche sul futuro della panchina. E proprio qui si apre il tema caldo delle ultime settimane: chi guiderà il Milan nella prossima stagione?

L’ipotesi concreta per la panchina
Mentre il mercato brulica di voci e indiscrezioni su potenziali nuovi allenatori in arrivo a Milanello, Franco Ordine rivela che prende sempre più quota l’opzione Sergio Conceiçao. Il tecnico portoghese, attualmente alla guida del Porto, sembra in sintonia con il suo gruppo e, secondo il giornalista, starebbe puntando a chiudere il campionato con il massimo dei punti per presentarsi con forza a un eventuale nuovo incarico.
La sensazione è che la scelta definitiva verrà presa solo a bocce ferme, a stagione chiusa, quando il Milan dovrà decidere quale strada imboccare. Rinnovamento profondo o continuità? Idee chiare o attesa ancora troppo lunga?
Una cosa è certa: se i risultati fanno fede, il confronto con l’Inter impone al Milan una riflessione urgente e profonda.
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