Antonio Conte è senza dubbio uno degli allenatori più chiacchierati delle ultime settimane. Il tecnico salentino, fermo dall’esperienza al Tottenham terminata la scorsa stagione, è in cerca di una panchina con grandi ambizioni. Alcuni rumor hanno parlato di un possibile accostamento dell’allenatore ex Inter e Juve sulla panchina del Milan, ma si trattano solo di voci. Conte ha rilasciato un’intervista a Telegraph in cui parla del suo futuro. Queste le sue dichiarazioni:
Sulla difesa a tre: “La gente pensa che sia un sistema difensivo, ma non è così. Non dipende dal fatto che giochi a tre o a quattro, ma da come costruisci la squadra e l’attacco. Non va bene essere troppo offensivi allo stesso tempo, e nemmeno difensivi. Bisogna rispettare le caratteristiche dei giocatori e adattarsi a loro. Se vuoi vincere un campionato devi avere una squadra stabile. Nella scorsa stagione, il Manchester City è stato il miglior esempio di squadra dotata di grande equilibrio, difensivamente e offensivamente”
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Sulla sua filosofia: “I trofei che ho vinto sono una grande responsabilità perché sono lì a ricordarti che devi vincere. Devi continuare a fare così. Se l’obiettivo finale è vincere il campionato e alzare trofei, è importante offrire spettacolo al pubblico. Ma non basta essere solo una squadra divertente se vuoi vincere. Lo so perché ho allenato le migliori squadre e mi chiedevano sempre di vincere”
“Per me – prosegue Conte – è impossibile lavorare con una squadra che faccia divertire e basta, perché l’aspettativa è sempre quella di dover vincere. Amo il mio passato, ma allo stesso tempo l’aspettativa che ti porti dietro è sempre molto alta e se non vinci hai fallito. Dare spettacolo e vincere è la migliore opzione possibile. Per essere celebrato, devo vincere. Altrimenti gli altri aspettano solo di festeggiare il mio fallimento“
Sul futuro: “Mi sono preso un po’ di tempo, per me e per la mia famiglia. Mio padre mi ha spinto a rientrare in fretta, ma è importante ricaricarsi. Adesso il mio unico problema è che ho troppa energia e sto dando fastidio a mia moglie. Un giorno mi piacerebbe sollevare la Champions League da allenatore, so che è difficile. La gente pensa che sia semplice, ma devi essere nel club giusto con le tue stesse ambizioni, un club pronto a fare l’ultimo passo per vincere la Champions League. Vorrei regalare questa gioia a mio padre. Mi ha detto ‘voglio vederti alzare la Champions League’. Non è semplice, ma tutti possono avere un sogno”
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