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Dallo scudetto a Ramos, da Lazio-Milan e Amorim: parla Albertini

L’ex Milan Demetrio Albertini ha rilasciato un’intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport alla vigilia di Lazio-Milan. Di seguito le sue parole:

Si aspettava la Lazio capolista e il Milan subito dietro?

“Onestamente no, non me l’aspettavo: una sorpresa anche se dopo tre partite è evidentemente presto per dare giudizi. Sono stupito perché certo non può passare inosservato quanto sta succedendo a Roma, con tutte le difficoltà dell’ambiente esterno che potrebbero ripercuotersi su gruppo, allenatore, staff e giocatori, e invece sembra proprio non stia succedendo”.

Gattuso è attratto delle sfide più difficili. Può rilanciarsi dopo la delusione Nazionale?

“Rino conosceva la situazione, magari non pensava fosse così complessa. Ma intanto ha vinto e lo ha fatto bene. La squadra, ripeto, non è stata contagiata dal clima esterno. Ma, parlo da ex giocatore, non è facile isolarsi in certe situazioni. In più il mercato non ha aiutato: tutti però si sono calati nella situazione e hanno reso al meglio”.

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Dall’altra parte, Amorim ha il sostegno del pubblico che però chiede espressamente la Champions. Un obiettivo alla portata?

“La difficoltà è nel ripartire da zero, e purtroppo è già successo troppe volte negli ultimi anni. Allenatore, uomini, progetto tattico: tutto nuovo e per forza di cose servirà tempo, specie di fronte alle difficoltà che probabilmente arriveranno. Il progetto deve essere sostenuto con fiducia a prescindere. Amorim mi piace molto, finalmente c’è l’idea di poter vedere una squadra spregiudicata, un atteggiamento più spavaldo dei singoli. Chiaro che avere tanti giocatori portati all’uno contro uno può aprire anche a qualche criticità difensiva ma, ribadisco, andrà sostenuto”.

Tempo e pazienza: la Serie A glieli concederà?

“Deve. Certi cambiamenti non si vedono in un mese: a dicembre, magari, capiremo quanto sia attecchita la nuova mentalità sul gruppo. Dobbiamo imparare a essere più pazienti sia con gli allenatori che con i giocatori: oggi più che mai abbiamo bisogno di un calcio emozionale e per questo occorre tempo. Non potendo più permetterci Messi, Haaland o Mbappé, dobbiamo costruire qualcosa di nostro. E il processo richiede tempo e fiducia”.

Milan candidata allo scudetto?

“Deve giocare per rientrare in Champions, obiettivo già difficile. Ci sono sei squadre per quattro posti: Inter, Roma, Napoli, Juve, Como e Milan. Inter e Roma davanti a tutte, in lotta per lo scudetto, il Milan provi almeno a stare più in cima possibile e sognare. Anche il mercato è stato da Champions. In Europa League non parte favorito ma sì, può arrivare in fondo. L’Europa è sempre un percorso formativo”.

Ramos le piace?

“Al Venezia ha fatto un gol da vero bomber, con un grande taglio e una straordinaria velocità di esecuzione. Deve essere supportato al meglio perché con gol e prestazioni dimostri tutto il suo valore. Bene Ramos dunque, ma vorrei vedere anche Camarda”.

Una spinta per i più giovani?

“Vorrei ci fosse più coraggio nel lanciare i ragazzi. Amorim ha dimostrato di averlo avuto in passato e di fare le sue scelte non in base all’età o a gerarchie prestabilite, ma puntando su chi reputava pronto per giocare, giovane o meno. A Camarda darei una chance, così come a Comotto di cui mi parlano tutti molto bene ed è bravissimo. Un allenatore che arriva dall’estero ha questa cultura e più facilità nel prendere certe decisioni: qui da noi, specie negli ultimi anni, è sempre stato complicato”.

Se Modric sentisse…

“Ho parlato con lui una decina di giorni fa al Galà del calcio, siamo stati un po’ insieme. Vero che Amorim vuole un gioco più intenso ma Luka sta bene fisicamente e in questa situazione tattica da uno contro uno si sente anche più protetto, più aiutato. Per questo capisco la scelta di proporre Musah al suo fianco, anche perché sembra un altro giocatore…”.

Gli obiettivi per la Lazio

“Sulla carta non si gioca la Champions, ma il campo potrà dire altro. Se il buongiorno si vede dal mattino…”.

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