La crisi della Nazionale italiana non è più un’impressione passeggera, ma una realtà che si è consolidata nel tempo. Dopo l’entusiasmo generato dalla vittoria dell’Europeo 2020, ci si aspettava l’inizio di un nuovo ciclo vincente. Invece, quel successo sembra aver rappresentato più un punto di arrivo che una vera ripartenza. L’esclusione dai Mondiali per la terza volta consecutiva, sancita dalla recente sconfitta contro la Bosnia, è solo l’ultimo segnale di un declino evidente. Al di là dei risultati, ciò che preoccupa maggiormente è l’assenza di una visione chiara: la squadra fatica a esprimere un’identità definita e appare spesso discontinua e fragile. Una situazione che ha portato alla dimissione di Gennaro Gattuso, Gianluigi Buffon, Gravina e ad una conseguente crisi della FIGC.
A tal proposito, le elezioni FIGC entrano sempre più nel vivo e il confronto tra i protagonisti si intensifica. Tra le voci più autorevoli c’è quella di Giancarlo Abete, che ha commentato il recente dialogo tra le diverse componenti del calcio italiano. A margine di un incontro istituzionale con rappresentanti di AIC e AIAC, Abete ha evidenziato l’importanza del confronto diretto: “È stato un incontro positivo e diretto”. Un segnale chiaro di apertura verso un percorso condiviso in vista delle prossime decisioni federali.
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Negli ultimi anni, infatti, sono emerse diverse criticità: dalla sostenibilità economica dei club allo sviluppo dei giovani talenti, fino alla competitività a livello internazionale. Temi che ora sembrano finalmente al centro del dibattito politico-sportivo. Il punto centrale del suo intervento resta però l’analisi della situazione attuale.
Di seguito le parole di Abete:
“È stato un incontro positivo e diretto. L’occasione è stata importante, c’era una rappresentanza organica delle componenti con la possibilità di scambiare idee e riflessioni. Ci sentiremo nei prossimi giorni, avendo ascoltato sia Malagò sia me faranno le loro valutazioni. Io vado avanti tranquillamente. Sono soddisfatto che si cominci a parlare dei problemi del calcio. È importante che all’interno delle componenti ci sia una riflessione che non sia solo collegata al nome”.
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