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Pavlovic e le parole al miele per Allegri che confermano la sua importanza per il Milan

allegri

La stagione di Strahinja Pavlovic con il Milan sta confermando il percorso di crescita del difensore serbo, sempre più inserito nei meccanismi della squadra rossonera. Dopo un primo periodo di adattamento al calcio italiano, Pavlovic ha trovato maggiore continuità di rendimento, diventando una pedina importante nelle rotazioni difensive.

Nel corso della stagione, il centrale ha messo in evidenza le sue principali qualità: forza fisica, aggressività nei duelli e una buona presenza nel gioco aereo, sia in fase difensiva che offensiva. Rispetto al passato, si nota anche un miglioramento nella gestione del pallone, con scelte più pulite in impostazione e una maggiore sicurezza nelle uscite dalla linea difensiva.

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Non sono mancati alcuni errori, soprattutto contro avversari di alto livello, ma fanno parte del percorso di crescita di un giocatore ancora giovane. L’aspetto più positivo resta la continuità, con prestazioni sempre più solide anche in partite di grande intensità in Serie A. Nel complesso, questa stagione 2025/26 rappresenta per Pavlovic un passo avanti significativo. Il difensore serbo si sta ritagliando uno spazio sempre più importante nel Milan e, se continuerà su questa strada, potrà diventare un punto fermo della retroguardia rossonera anche nelle prossime stagioni.

Il difensore nella giornata di oggi ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Tuttosport. Tra i vari temi Pavlovic ha parlato anche del rapporto con Massimiliano Allegri:

“A lui piace darmi questa libertà di andare avanti per aiutare in attacco: questa è sempre stata una mia caratteristica e mi piace sfruttarla, in più mi aiuta il fatto di giocare come “braccetto” nella difesa a tre: giocando a quattro sarebbe impossibile andare a fare quelle corse in avanti. Tutto questo piace un po’ meno a Mike che mi urla sempre “Pavlo basta, stai dietro“.

Mi ha aiutato nella tattica, nel sapermi posizionare in campo e nel capire quali devono essere le giuste distanze tra noi in fase difensiva. Sono tutte piccole cose che però fanno la differenza e lui è un numero uno nell’insegnartele. Rispetto all’anno scorso è cambiato il modo di stare in campo: ora tutti curano la fase difensiva e poi, allo stesso modo, attaccano in blocco.

Allegri a me sta molto simpatico e mi piace il fatto che ci tenga a parlare un po’ con tutti. Si vede che conosce come si costruisce un gruppo. Futuro? Si, lui è molto, molto importante per noi. Noi tutti siamo cresciuti con lui ed era soltanto il primo anno, avendo più tempo per lavorare, miglioreremo ancora”.

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