L’attesa sta per finire! Mercoledì 10 maggio Milan e Inter si sfideranno nell’andata della semifinale di Champions League a 20 anni dall’ultima volta. San Siro si prepara a vivere una notte da sogno, in un Euroderby che invoca ricordi molto positivi per i tifosi sponda rossonera. In merito alla super sfida di Champions, è intervenuto in Esclusiva ai microfoni di AllMilan.it Fabrizio Biasin che, tra passato e presente, ha presentato così il match tra Milan e Inter.
20 anni dopo, Milan e Inter si incontrano di nuovo in una semifinale di Champions League. Chi vedi favorita? Che partita ti aspetti?
“Aldilà di ogni genere di scaramanzia non penso possa esistere una favorita in una partita come questa. Perché di per sé il derby è una partita che ha tutta una serie di implicazioni che mi portano a pensare che veramente non ci possa essere una favorita. Penso che sarà una sfida storica, è abbastanza banale dirlo, ma è così. Il Milan giocherà una partita come quella contro il Napoli, molto attenta e intelligente e penso che l’Inter cercherà di mettere in campo tutto il suo potenziale. Però veramente per me è 50/50“.
Leao è in forte dubbio per la gara d’andata, il Milan potrebbe risentire della sua assenza?
“Decisamente si, perché stiamo parlando del vero punto di forza per la squadra. La capacità di Leao di sfondare sulla sinistra è ormai nota a tutti, ci riesce sempre e volentieri quando è in giornata, quindi un eventuale assenza è certamente un punto di vantaggio per l’Inter“.
Biasin: “L’attacco dell’Inter farà fatica. Origi? Ha sottoperformato ma in queste partite…”
Lukaku sembra essersi ritrovato e, assieme a Lautaro, è il pericolo numero 1 dell’Inter. Che mosse potrebbe utilizzare Pioli per bloccare i due attaccanti nerazzurri?
“Io credo che in realtà non parta da titolare Lukaku. Credo che potrebbe partire titolare Dzeko insieme a Lautaro, anche se questa è una decisione che probabilmente Inzaghi non ha ancora preso. Quella tra Lukaku e Lautaro è una coppia che funziona storicamente, ma anche con Dzeko funziona. Devo dire che poi in realtà la difesa del Milan, in particolare Tomori e Kjaer, se non ho visto male, quando partono titolari praticamente riescono a tenere la loro porta inviolata sempre su azione. È difficilissimo segnare al Milan quando è con questa coppia dietro e quindi ci sarà una grande coppia d’attacco da una parte ma una grande coppia di difensori dall’altra“.
Il passato di Origi lo conosciamo. Quando era a Liverpool, nelle partite decisive, ha sempre timbrato il cartellino. Potrebbe subire la pressione oppure potrebbe essere lui l’arma in più di Stefano Pioli?
“È un giocatore che ha segnato nella finale di Champions quindi penso che dal punto di vista emozionale, sia uno di quelli che sentirà meno la partita, uno abituato ad un certo tipo di pressione e non essendo così “milanese” così coinvolto e alla sua prima stagione qui, io non credo che possa sentire troppo la pressione. Il problema di Origi è che ha sottoperformato rispetto a quelle che erano le previsioni e giustamente i tifosi del Milan si aspettano di più da un giocatore che doveva dare una mano ma in realtà fino ad adesso tutto è rimasto sulle spalle dell’ottimo Giroud“.

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Come sta vivendo la città l’attesa del derby? E cosa ti aspetti tra la gara d’andata e la gara di ritorno con uno sguardo al campionato?
“C’è sicuramente una grande attesa, anche un filo d’ansia ma positiva nel senso che ci sono delle bellissime sensazioni. Devo dire che, ed è una cosa bella da raccontare, comunque sia in città non c’è tensione nei confronti dell’avversario. Milanisti e interisti sono avversari sul campo, si prendono in giro, ma la vigilia è bella perché ci sono state cene tra milanisti ed interisti. Ci sono un sacco di cose che mi fanno pensare che a Milano si sappia vivere nel giusto modo l’attesa per una partita che sarà storica.
Tra l’andata e il ritorno dipenderà molto dal risultato della partita di mercoledì. Purtroppo sappiamo che, in questo momento, ne Milan ne Inter possono lasciar perdere il campionato, devono considerarlo un qualcosa di più perché devono conquistare la qualificazione alla Champions. Quindi anche la partita nel fine settimana sarà una partita importante dove io però presumo giocheranno le alternative, cioè i giocatori che non saranno protagonisti mercoledì“.
Tu hai vissuto il derby del 2003. Noti qualche somiglianza tra quella sfida e quella di mercoledì?

“Mi sembra che all’epoca il Milan partiva con il favore del pronostico che poi ha rispettato fondamentalmente. L’Inter aveva qualche assenza ma queste partite si assomigliano a prescindere dal valore in se delle squadre di allora e di adesso. Si assomigliano perché sono derby e perché sono derby nella competizione più importante del calcio mondiale.
La differenza è che una volta arrivare in semifinale era una consuetudine, se non ci arrivavi avevi fallito. Adesso è un miracolo perché io non so quando ricapiterà di vedere due squadre della stessa città italiane in una semifinale di Champions. Quindi la differenza è che il derby di questa volta è un sfida che, come quello precedente, vale tantissimo però bisogna tenere presente che se l’altra volta dicevi: “Provo a rifarmi l’anno prossimo”, adesso diventa un po’ più difficile“.
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