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ESCLUSIVA – Ferrè: “Lui è la punta perfetta per Allegri! Milan-Napoli? Ecco la chiave per sbloccare la partita”

Stefano Ferrè, data analyst di Math&Sport e volto noto delle trasmissioni live di Cronache di Spogliatoio quali “Elastici” e “Le Foot Toujours”, è passato ai microfoni di AllMilan.it. Tanti i temi trattati di varia natura, dal recente passato al futuro prossimo del Milan, tutti analizzati e spiegati sotto una lente d’ingrandimento tattica. Queste le sue parole:

Alla luce dei risultati ottenuti fin qui dal Milan, ti aspettavi questo impatto immediato di Allegri in questi primi mesi? In quali aspetti la squadra ti ha colpito di più?

“Sinceramente questo impatto non me lo aspettavo, devo essere onesto. Conosco il valore di Allegri e il suo modo di comunicare. Prepara minuziosamente molti aspetti e dettagli del gioco, anche a livello tecnico tattico, come ad esempio le palle inattive. Mai però avrei pensato che potesse valorizzare così tanto i giocatori a disposizione. Non mi aspettavo che in così poco tempo, anche con delle lacune di rosa, il Milan potesse avere una continuità di prestazione così elevata. Il fatto che tutti stiano seguendo l’allenatore così tanto nelle sue scelte è sinonimo di avere grande credibilità.

Gli aspetti che emergono maggiormente sono le capacità dei calciatori di stare a proprio agio all’interno del sistema di gioco, aldilà del modulo. Le idee di calcio di Allegri sono state ben apprese e assimilate dalla squadra, come si nota anche dal fatto che i giocatori lottano su ogni pallone e si aiutano vicendevolmente. Questo avviene specialmente nella fase di non possesso. Il Milan tende a non tenere tanto il pallone, il modo in cui si compatta e si orienta a protezione dell’area di rigore è eccellente. Qui si vede la mano dell’allenatore, come accade accade anche in fase di possesso, in particolare nelle veloci transizioni verticali e nella ricerca costante di triangolazioni sugli esterni appena recuperato il pallone”.

Dati gli obiettivi e la posizione in classifica del Milan in Serie A, in cosa la squadra si sta distinguendo maggiormente dalle altre contendenti al titolo?

Il Milan rispetto ad Inter Napoli e Roma gioca in modo diverso: non ha l’ossessione del recupero alto e lavora molto di più “a folate” nei 90′. Come piano tattico non ha problemi a portare l’avversario nella propria area, facendosi attaccare per poi sprigionare il proprio potenziale in ripartenza. Questo è un piano gara importante come si evince dai dati: il possesso palla medio è il più basso rispetto alle altre tre, così come anche la percentuale di possesso palla nella metà campo avversaria. Il Milan va “a folate” perché quando vede l’avversario in difficoltà nel palleggio o sente che l’inerzia della partita sta cambiando a suo favore, sa anche invadere. Un esempio è il gol nel derby: quando gli avversari costruiscono, si alza il pressing e si recupera palla in alto, attaccando poi subito in verticale. L’importante è mantenere l’equilibrio tra i reparti, mantra del calcio di Allegri”.

Massimiliano Allegri

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Parlando di calciomercato, qual è il profilo offensivo più adeguato per caratteristiche per questo Milan?

“Secondo me, anche visto i giocatori che stanno diventando Leao e Pulisic, al Milan serve un 9 che sia a suo agio spalle alla porta. Serve un giocatore che non abbia paura di tenere l’avversario in marcatura dietro di sé, che sia forte fisicamente e che possa essere il cosiddetto pivot che serve nelle triangolazioni in ripartenza di cui parlavamo prima. Deve anche essere abile nel dialogo con i compagni, nello scaricare palla ed attaccare la profondità. Il Milan ha tanti giocatori che si trovano a loro agio sulla parte esterna del campo, molto mobili. Il profilo che serve è un giocatore più abile spalle alla porta, che anche nei momenti di difficoltà ti fornisce l’opzione della verticalizzazione su di lui. Un profilo alla Fullkrug per intenderci”.

Alla luce della doppietta di domenica scorsa, come valuti il percorso svolto fin qui da Bartesaghi? Secondo te ci può essere un possibile scenario tattico diverso nel quale vederlo giocare?

“Secondo me Bartesaghi diventerà un grande terzo di difesa. Lui si è fatto notare per una caratteristica principale: la conduzione progressiva. Atleticamente sta attraversando un ottimo momento, fa tanti sprint con il pallone a testa alta ed è molto preciso nel passaggio, col sinistro sa giocare bene a calcio. Proprio per questo mi da l’idea di essere un giocatore che in un Milan col 3-5-2 che vuole osare un po di più, quindi meno conservatore, possa fare il braccetto di sinistra. È un elemento che poi nell’evoluzione può risultare estremamente duttile, perché ti permette di tornare a 4 dietro, ti permette di avere un braccetto più offensivo in quelle partite dove bisogna creare superiorità numerica con i difensori.

Ovviamente stiamo parlando di un ragazzo di 20 anni che deve ancora migliorare nella fase di non possesso, nel senso della posizione e in quella famigerata percezione del pericolo. Però alla lunga, Bartesaghi mi sembra un calciatore che possa fare molto bene anche il terzo di difesa”.

In vista della semifinale di Supercoppa Italiana contro il Napoli, quale può essere la chiave per sbloccare la partita, considerando il momento che stanno attraversando le due squadre?

“Il Napoli che ha affrontato il Milan in campionato è diverso dal Napoli che affronterà domani, proprio per i concetti. Quello era un Napoli che provava a giocare di più, ad invadere di più. Portava tanti giocatori nella metà campo avversaria. Quello di oggi è un Napoli che imposta la partita più sui duelli uno contro uno e sulle giocate verticali. Bisogna capire che tipo di partita farà il Napoli. Dopo la prestazione di Udine la squadra di Conte è apparsa provata e stanca, soprattutto i alcuni interpreti simbolo come McTominay.

Una chiave potranno essere le palle inattive, ma la vera chiave a mio avviso sarà in mezzo al campo. Il valore aggiunto nelle ultime partite del Napoli sono stati i duelli vinti a centrocampo. Il Milan potenzialmente avrà la superiorità numerica avendone tre a centrocampo contro i due del Napoli. Dunque credo che uno dei tre davanti del Napoli si andrà a sacrificare su Modric in fase di costruzione rossonera. I primi dieci minuti di partita saranno fondamentali per capire quali coppie si andranno a formare in mezzo al campo. Questo farà capire il tipo di partita. Va anche detto che se il Napoli dovesse trovare parità numerica in mezzo al campo, il Milan ritroverebbe la superiorità abbassando Pulisic. Le palle inattive poi sono un vero e proprio tema. Se devo immaginarmi il Milan che segna e sblocca la partita, me lo immagino proprio su palla inattiva”.

Come ti immagini il Milan del 2026?

Il Milan del 2026 me lo immagino a due facce. La prima è quella che abbiamo già visto in questa seconda parte di 2025. Chiaramente questa squadra ha fatto rivedere ai propri tifosi uno spirito di squadra, attenzione ed organizzazione ed è il punto da cui ripartire. Modric è l’uomo simbolo di questa faccia, un leader silenzioso che si esalta nel sacrificio per i compagni.

L’altra faccia me la immagino un po’ più spregiudicata, con una squadra che in alcune partite abbia un approccio più “offensivo”, magari abbassando proprio Bartesaghi a fare il braccetto e spostando Saelemaekers nella corsia di sinistra. Continuo a pensare che Il belga a sinistra può essere più esplosivo. Avere Saelemaekers a sinistra, con la possibilità che si accentri sul piede forte e lasci la catena laterale libera per l’inserimento del braccetto, sarebbe una pericolosa arma in più per il Milan. Dunque dall’altra parte un quinto destro che fissa l’ampiezza e Saelemaekers a sinistra che si accentra. Magari può essere una soluzione in quelle partite in cui l’avversario ha già preso le misure e si prova a sparigliare la situazione”.

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