Dopo la sosta Nazionali, il pallone della Serie A è pronto a rotolare sui campi della Serie A, mancano infatti poco più di ventiquattro ore alla sfida tra Milan-Venezia. I rossoneri sono chiamati a rialzarsi e a dimostrare che hanno tutte le qualità per fare bene in questa stagione. Il Diavolo deve ritrovare continuità, ma soprattutto la vittoria. Carlos Passerini, noto giornalista del Corriere della Sera, ha rilasciato un’ intervista in esclusiva, ai microfoni di AllMilan.it, affrontando vari temi, di seguito le sue parole:
Il Milan in queste prime 3 giornate non è partito bene, 2 in 3 partite non sono l’inizio che i tifosi si aspettavano. Fonseca è l’uomo giusto per rialzare i rossoneri? Qual è il tuo giudizio sull’allenatore portoghese, sulla sua storia e su quello che fatto per ora al Milan?
“La partenza è negativa, è molto deludente, perché 2 punti in 3 partite sono un avvio molto deludente, non deludente e basta, molto deludente. Allo stesso tempo, io resto dell’idea che sia presto, che sia prematuro, per delle sentenze definitive e per dei giudizi senza appello. Secondo me dopo 3 partite è troppo presto per emettere una sentenza. Anche io sono molto curioso, come tutti, di Fonseca, che è un allenatore che comunque conosce il campionato italiano perché ha allenato la Roma per 2 anni.
È un buon allenatore, che ha fatto bene in passato, dove è stato ha fatto bene, soprattutto al Lille e allo Shakhtar e all’inizio anche alla Roma. Quindi io aspetto a emettere appunto un giudizio, ma allo stesso tempo mi aspetto una svolta immediata perché il Milan è il Milan, le tempistiche al Milan sono diverse rispetto ad altre piazze, al Milan il tempo è giustamente contato, quindi la svolta deve arrivare e deve arrivare immediatamente”.
Il giudizio di Passerini sulla vicenda di Theo e Leao al cooling break del match contro la Lazio
“Theo ha dato una sua spiegazione di quella vicenda, dicendo che non ce l’avevano con nessuno e che non era una protesta. Quindi noi non possiamo non prendere atto di questa spiegazione che è stata fatta da uno dei 2 giocatori, che però parlava per entrambi. Quindi noi non possiamo non prendere atto di questo, se lo dice lui, dobbiamo registrarlo. Io continuo a ritenerlo un brutto gesto, una scena che che dovevano evitare. Sarà stata leggerezza, come un po’ dicono loro e come dice anche la società e non diciamo una protesta. Qualunque cosa sia stata, è stata una scena da evitare perché sono due leader. Sono 2 giocatori dai quali è giusto aspettarsi qualche cosa in più, di sicuro non qualche cosa in meno. Io li ho visto una scena che non mi è piaciuta e che non è piaciuta credo a nessun tifoso del Milan.
Prendiamo atto della spiegazione che c’è stata data. La società non intende prendere provvedimenti perché evidentemente ritiene che i giocatori si siano spiegati, ritiene veritiera, insomma, la spiegazione di Theo. Io mi auguro di non vederla più scena del genere, anche perché il Milan di tutto ha bisogno in questo momento, tranne che di una scenetta del genere, che dà la sensazione di una squadra spaccata, perché se due leader sono dall’altra parte e vengono anche richiamati dai compagni e continuano a restare là in fondo è una scena che sarà stata leggerezza, ma che non deve più ripetersi per la come vedo io”.
Morata è il nuovo leader della squadra?
Da qualche settimana ormai si vocifera che nel Milan manchi un vero leader, uno che possa prendere la squadra sulle sua spalle per portarla alla vittoria. È stato intervistato ieri a tal proposito Mattia Gabbia. Il difensore ha definito Morata come un calciatore con molta leadership. Lo spagnolo può essere il leader che manca a questa squadra? Cosa può dare al Milan? Ci sono altri leader o giocatori che dovrebbero esserlo come magari Theo e Leao?
“Io credo che lo sia già. Da quello che risulta a me Morata ha già fatto sentire la propria esperienza all’interno dello spogliatoio. Il problema è che si è infortunato, è rimasto fuori per tre settimane e purtroppo i giocatori devono giocare per esprimere la propria leadership, bisogna esprimerla in campo, è preziosa nello spogliatoio, però il Milan ha bisogno di una leadership in campo, in questo momento. Senza dubbio Morata la può portare, anche perché è una leadership matura come quella che ha dimostrato l’Europeo.
Quest’estate io ho seguito la Spagna in praticamente quasi in tutte le partite dell’Europeo dal vivo. Ho avuto modo di intervistare, di parlare con Morata e anche di parlare con i suoi compagni, con l’ambiente della nazionale spagnola e insomma, Morata è un leader silenzioso, nel senso che non è un leader da gesti forti in pubblico, che urla, sbraita, riprende i compagni, magari in maniera plateale, ma proprio per questo è un leader molto maturo che sa mettere la parola giusta nel momento giusto, anche magari lontano dalle telecamere.
Alvaro è stato fondamentale per la Spagna agli Europei
È stato molto importante quest’estate nella vittoria della Spagna. Lui l’altro è spesso criticato dai tifosi spagnoli, che gli imputano invece proprio la mancanza, forse anche di platealità e di grinta. Ecco la grinta secondo me non è necessariamente urlare come dei pazzi in mezzo al campo. La grinta e la personalità si esprime in tanti modi. Quella di morata oggi, all’età che ha, anche quindi nel pieno della maturità per me può essere fondamentale per il Milan. Per fortuna che insomma, per il Milan sta rientrando”.

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Il futuro di Fonseca, Sarri può essere il suo sostituto?
È stata rilasciata 2 giorni fa un’intervista dalla Gazzetta dello Sport a Maurizio Sarri, tra le varie domande che sono state fatte al tecnico ex Lazio, gliene è stata fatta una riguardo alle voci di un suo possibile arrivo sulla panchina del Milan. L’allenatore italiano non ha voluto rispondere per rispetto del suo collega e al contrario lo ha elogiato. Nel caso in cui però Fonseca dovesse fallire le partite contro Liverpool e Inter ed essere esonerato, Sarri sarebbe l’uomo giusto per questo Milan? E nel caso in cui non fosse così chi vedreste bene sulla panchina di rossoneri?
“Guarda, io davvero ritengo sia prematuro oggi e ho trovato anche molto eleganti le parole di Sarri che non è andato oltre, diciamo. Anche se Sarri al Milan ci verrebbe di corsa, insomma, mi sembra molto chiaro. È anni che Sarri, già dai tempi di Berlusconi, insomma è stato avvicinato all’ipotesi di allenare il Milan e poi non se ne è mai fatto nulla. Io ripeto, ritengo sia davvero un po’ prematuro in questo momento perché sono passate tre partite. Però ripeto quello che ho detto prima, allo stesso tempo è evidente che lo snodo che il Milan sta per affrontare diventa uno snodo decisivo, un crocevia. Il primo vero crocevia della stagione del Milan e di Fonseca. Perché oggi il Milan dice con chiarezza di essere con il suo allenatore ed è giusto così. Sarebbe assurdo il contrario.
Il Milan deve invertire la rotta prima che sia troppo tardi
Ma è chiaro che tutti si aspettano, anche dentro il Milan, un’inversione di tendenza, perché comunque quest’estate sono stati investiti anche 70 milioni sul mercato, la squadra è stata migliorata rispetto all’anno scorso; quindi, è chiaro che tutti devono fare la loro parte e anche l’allenatore. Quindi sì, in questo momento, anche Fonseca, è atteso a una svolta, ci deve mettere del suo. Io nomi non ne faccio proprio perché faccio il cronista e a oggi mi risulta che Milan non si sia mosso alla ricerca di un sostituto e ritengo che questa sia una scelta strategica giusta, perché muoversi verso l’ipotesi di un allenatore nuovo vuol dire non dare più fiducia all’allenatore che hai e quindi a quel punto sarebbe molto meglio mandarlo via e basta, se non è se non hai fiducia nel tuo allenatore.
Ma siccome mi risulta che in realtà la fiducia ci sia, ed è giusto così, perché tre partite sono solo tre partite, vediamo cosa verrà fuori da questo snodo. Io per questo snodo ritengo che non siano soltanto l’abbinata Liverpool-Inter, ma credo che l’occhio vada po’ ampliato. Lo snodo secondo me va da questa sosta alla prossima sosta per le nazionali, cioè nel prossimo mese il Milan deve dare un’accelerata, perché insomma, vediamo anche soltanto il fatto che è atteso due partite veramente di alto livello. Contro l’Inter sarà durissima, la Champions sarà durissima. Di sicuro serve già sabato col Venezia un bel segnale, forte, una vittoria netta, nel risultato, ma anche nel gioco”.
Passerini sulle dichiarazioni di Boban riguardo il Milan
Boban ha rilasciato ieri alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport, e tra gli argomenti trattati ha parlato anche di Ibrahimovic. L’attaccante svedese ha detto infatti che non è chiaro il ruolo che svolga Zlatan all’interno del Milan e quali compiti li siano adibiti. Dunque le chiedo qual è il ruolo di Ibrahimovic all’interno della società rossonera e cosa può dare in più al Diavolo?
“Cardinale gli ha affidato un ruolo da senior advisor tecnicamente. Diciamo di super consulente della proprietà. Quindi non è un dipendente diretto, diciamo del Milan con un ruolo da organigramma classico, ma è un consulente a 360 °. Io credo che possa dare tanto. Perché Ibra è Ibra. Tutti sappiamo che cosa significa Ibra per il Milan e per i milanisti, anche da lui però mi aspetto una svolta perché dietro una partenza così negativa come quella del Milan, secondo me le responsabilità sono collettive e vanno diffuse su tutti. Oggi, dare la colpa di questa partenza spaventosa soltanto l’allenatore sarebbe soltanto un errore in più.
La responsabilità è dei giocatori, a partire dai leader, la responsabilità è dell’allenatore, la responsabilità è anche della dirigenza perché tutti devono fare la loro parte. Quindi anche da Ibra mi aspetto un contributo forte, anche nella vicenda di Theo e Leao, cioè la società ha deciso di non dare loro sanzioni, però ecco, mi aspetto che Zlatan approfondisca la questione e che parli con i giocatori, per capire e per spiegare loro che se anche quel gesto non era offensivo, non era un attacco ai compagni, comunque è una cosa che non si fa. Quindi in questo, in tante cose, anche soprattutto sul senso di stare al Milan, io mi aspetto tanto anche da Ibra”.

Il Milan ha bisogno di cambiare modulo?
Boban ha anche dichiarato che il Milan debba per forza giocare col 4-3-3, perché è l’unico modulo che si addice alle caratteristiche dei giocatori che i rossoneri hanno a disposizione. Oltre a ciò lo svedese ha anche detto che il Milan non possiede gioco. Secondo lei se Fonseca cambiasse modulo, Reijnders potrebbe diventare una colonna portante in questo Milan nel ruolo di mezz’ala e potrebbe migliorare la sua fase realizzativa?
“Anche io ho la sensazione che vadano portati anche dei correttivi proprio tattici a questa squadra, perché finora il Milan non ha mostrato alcun tipo di gioco, quindi non si può dire che il Milan gioca male. Il Milan non gioca in nessun modo in questo modo. È difficile non essere d’accordo con le dichiarazioni di Boban, chi ha visto le partite non può non aver notato che Milan ha nessun tipo di gioco. Soprattutto la fase difensiva lascia molto a desiderare e io mi aspetto tanto anche dai giocatori, da alcuni neoacquisti. Pavlovic l’abbiamo già visto, Fofana secondo me sarà molto prezioso, però credo che sia proprio la fase difensiva che deve essere messa a punto. L’idea di passare ad un centrocampo un po’ più folto, cioè con tre uomini anziché due, secondo me potrebbe avere potrebbe avere senso.
Il giudizio di Passerini su Reijnders
Mi sembra però che per adesso e qua come dico, faccio il cronista, cioè dico quello che so e cioè credo che non abbia questa intenzione Fonseca nel breve periodo. L’allenatore portoghese sembra abbastanza convinto del 4-2-3-1, io lo sono molto meno, perché mi sembra che sia veramente molto sbilanciata la squadra e che sia troppo facile per gli avversari andare in rete. Mi hai chiesto anche di Reijnders, è un giocatore che secondo me è preziosissimo per il Milan, anche io lo vedo più efficace, un po’ più vicino alla porta avversaria rispetto alla porta del Milan, cioè secondo me è un giocatore che ha adesso ha anche il tiro, che una qualità che ha affinato e che quindi secondo me va sfruttata.
In un centrocampo a due a volte mi sembra più legato, mentre forse in un centrocampo a tre potrebbe valorizzare un po’ certe sue qualità. Io credo veramente che darebbe un po’ più equilibrio, però stiamo parlando di numeri, è l’interpretazione tattica che conta, secondo me soprattutto. Quindi ecco, io forse non mi fossilizzerei su 4-3-3, 4-2-3-1. Credo che serva più equilibrio e più filtro a centrocampo, perché la difesa mi sembra molto simile a quella di Pioli dell’anno scorso, cioè una difesa sempre esposta agli avversari e quando giochi così è difficile, è difficile sopravvivere, perché se becchi due gol devi farne tre per vincere. Sembra una banalità, ma c’è tutto il calcio in questa riflessione”.
Nostalgia di Tonali? Ecco cosa ne pensa Passerini
In Nations League c’è un giocatore su tutti che ha totalmente sorpreso i tifosi azzuri, e il suo nome è Tonali. Non ci si aspettava che dopo mesi di stop il centrocampista italiano potesse dare un simile contributo agli azzurri. L’ex Milan ha dimostrato di avere un grandissima tecnica e di possedere una grinta fuori dal comune. È il il filtro a centrocampo che manca ai rossoneri?
“Manca, ma mancherà nel senso che Tonali non è più giocatore del Milan, quindi insomma è un rimpianto. È un giocatore che al Milan manca senz’altro, però è un giocatore che è andato via perché evidentemente anche a lui piaceva l’idea di andare a giocare in Premier League. Io non sono per i rimpianti. Certo, è un giocatore che al Milan è mancato tanto, che è stato sostituito tardi, perché forse Fofana se adesso entra in forma, e secondo me può essere, potrà sostituirlo, però tra Kessié e Tonali, il Milan ha aspettato un po’ a trovare un sostituto. Vedremo se davvero questo Fofana, io penso di sì, possa aiutare a riempire quel vuoto, quel vuoto che manca un po’, quel voto che si sente nel Milan da un paio di anni a questa parte”.
Chi è la favorita per lo scudetto secondo Passerini?
“Allora io l’ho detto anche più volte, ritengo che l’Inter abbia davvero una quantità e una qualità superiore a tutti. Quest’anno vedo il campionato più combattuto rispetto all’anno scorso perché credo che l’Inter si concentrerà molto sulla Champions e quindi qualche cosa perderà, però l’Inter ha praticamente due squadre, l’abbiamo già visto in questo primo scorcio, ha sbagliato metà partita, diciamo il finale della partita di Genova, e poi non ha sbagliato nelle altre due partite; quindi, io trovo l’Inter nettamente favorita su tutte le altre.
Sono molto curioso di vedere il Napoli di Conte che senza le coppe e con il rodaggio e con un Lukaku che mi sembra in forma, mi sembra bello magro, sono molto curioso di vedere quello che possa fare anche lì, quindi mi aspetto un bel Napoli. Sono molto incuriosito dalla Juventus, formato Thiago Motta, che però secondo me è un progetto a medio termine, cioè, che sicuramente non potrà che migliorare col tempo. Ecco, quindi, per tutto questo vedo l’Inter nettamente davanti a tutti. Il Milan deve innanzitutto uscire da questo buco in cui si è ficcato in queste prime 3 partite.
Il Milan può competere per il titolo?
Quindi ritengo che in questo momento il Milan ha le qualità per inserirsi nella corsa dello scudetto, per inserirsi, ripeto, l’Inter è più forte, indiscutibilmente, però il Milan ha, lo pensavo prima e continua a pensarlo i numeri per potersi inserire e per poter dire la sua anche in chiave scudetto. Però oggi come oggi il Milan deve fare un bagno di realtà, e cioè capire che cosa è successo, dove correggere, come valorizzare i giocatori che sono arrivati quest’estate e pensare non tanto alla corsa scudetto, ma a rimettersi in piedi. Siamo soltanto a settembre, quindi il tempo per poi riaprire la corsa allo scudetto c’è tutto, ma oggi il Milan se pensa meno all’idea dello scudetto e del testa a testa con l’Inter è meglio, il Milan deve pensare a se stesso e a come correggere i suoi difetti prima che sia troppo tardi”.
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