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ESCLUSIVA – Tommaso Turci: “Ad oggi il Milan mi sembra un po’ indietro. Scudetto? Non è semplice avere le idee chiare…”

In esclusiva ai microfoni di AllMilan.it è intervenuto il noto giornalista sportivo Tommaso Turci, bordocampista e volto noto di DAZN. Tanti i temi trattati ed analizzati, dalle premesse del nuovo ciclo Amorim fino alla districata situazione di mercato (e non solo) inerente a Rafael Leao. Queste le sue parole rilasciate in esclusiva:

Come vedi questo nuovo Milan di Amorim e quali sono le tue sensazioni, anche alla luce delle prime amichevoli disputate dai rossoneri?

Mi sembra ancora un Milan che sta lavorando sulle idee del nuovo allenatore, una squadra che deve ancora costruirsi e capire quali sono i suoi riferimenti. È un cantiere aperto. È chiaro che questo richiederà ancora del tempo, soprattutto perché il modo di giocare del Milan, almeno per quelle che sono le idee dell’allenatore, sarà completamente diverso da quello della passata stagione. Credo che ci vorrà un po’ di tempo per vedere i risultati del lavoro che sta facendo la squadra in questa preparazione. Ad oggi mi sembra ancora una squadra un po’ indietro.

Cosa manca al Milan ancora per poter lottare per lo Scudetto?

Bisogna capire innanzitutto quali sono i suoi punti di riferimento tra i giocatori che potenzialmente possono partire. C’è il tema legato a Rafa Leao, ma anche a Maignan. Bisogna capire chi saranno i giocatori che trascineranno questo gruppo, per me è fondamentale quest’aspetto. Poi a livello di rosa, credo che sia migliorabile un po’ in tutti i reparti: è arrivato Ramos che sicuramente è un ottimo giocatore, è arrivato Gila che a me piace molto. Ci sono anche dei giocatori, secondo me, che ormai hanno fatto un percorso in rossonero che li ha portati ad una maturità di un certo tipo.

È chiaro che quando poi si cambia filosofia perché non si riesce ad avere una continuità da un anno all’altro, si ricomincia sempre un po’ da capo. Aldilà dei protagonisti e degli interpreti, quando poi ricominci con una nuova guida tecnica, cambiando anche qualcosina all’interno del gruppo, non è semplicissimo avere le idee chiare su quello che possono essere le ambizioni e gli obiettivi.

Questione Rafa Leao: un commento sulla sua situazione e quale può essere la miglior soluzione per il suo futuro?

Sono anni che parliamo di Leao e sono anni che diciamo più o meno sempre le stesse cose. Bisogna anche accettare che questo è Leao e che a 27 anni non cambierà. Non sarà qualcosa di diverso da questi anni. Ricordiamoci che il portoghese ha delle qualità nell’uno contro uno di un certo tipo, e quando è libero di poter fare questo tipo di gioco è ancora un valore per me. Poi ci sono tante altre dinamiche che subentrano, sicuramente le sue parole al termine della passata stagione hanno messo un po’ in discussione quello che è il suo rapporto in generale con il mondo Milan. È difficile anche dare una valutazione di mercato a questo giocatore perché possiamo parlare di numeri, ma finché non arriva un’offerta concreta è tutto fittizio, lascia un po’ il tempo che trova.

Io credo che questo ragazzo ha dimostrato di avere delle qualità che ti spaccano la partita. Tuttavia non ci si può aspettare che sia qualcosa di diverso, che non abbia i suoi momenti nella stagione dove fatica ad impattare o ad essere presente. Io sono convinto che se Leao dovesse restare, sarà esattamente quello che abbiamo visto in questi anni. Ricordiamoci comunque che questo Leao qua è stato la fortuna per alcuni allenatori e ha anche vinto il premio di miglior giocatore del campionato nell’anno dello scudetto.

È un tema complesso e bisogna capire prima di tutto quali sono le ambizioni e le volontà di questo ragazzo. Per quanto riguarda la sua cessione, i numeri mi lasciano un po’ perplesso. Fino a che non arriva un’offerta concreta possiamo anche dire che lo si può vendere a 60 milioni, ma io finora non ho mai visto questo tipo di offerta per Leao. Aggiungo che se il Milan dovesse venderlo, comunque in qualche modo deve rimpiazzarlo. Non è immediato trovare un giocatore con lo spessore del portoghese. Si può dire qualsiasi cosa su Leao e del suo percorso, però un’esperienza di quasi dieci anni al Milan non è una cosa banale, è un pacchetto che ti porti dietro.

Rafael Leao

Capitolo Gonçalo Ramos: è lui l’attaccante che serviva al Milan?

A me piace moltissimo come attaccante. Potrebbe fare molto bene: sarà importante portare dei gol, ma anche far giocare bene la squadra e in questo senso può ancora crescere. Credo che il Milan possa rappresentare il suo contesto giusto. È chiaro che Ramos è un calciatore che nelle ultime stagioni ha mancato un po’ di continuità. Non ha giocato sempre da primo minuto, ma è stato un giocatore che ha dimostrato di saper spaccare le partite anche a partita in corso. Inoltre ha acquisito grande esperienza internazionale di rilievo. A me, ripeto, piace molto. Non è un acquisto che passa in secondo piano perché sono stati investiti parecchi soldi e le aspettative sono alte.

Se il passaggio di status da “seconda linea” al PSG a titolare indiscusso nel Milan può impattare sul calciatore? Io credo che questo deve essere uno stimolo per lui. Deve capire che oggi è un riferimento della squadra, deve essere lui a prendersi il Milan in spalla là davanti. Deve alzare ulteriormente il suo livello prendendosi la responsabilità di essere il giocatore che porta il Milan di nuovo in alto. Io credo che lui abbia tanta voglia di giocare e di mettersi in mostra e sia arrivato in un contesto in cui è convinto di poter fare vedere le sue qualità, non per 20 minuti ma per una partita intera.

Se dovessi giocarti una fiches su un calciatore rivelazione di quest’anno nella rosa rossonera chi sarebbe il prescelto?

A me piace molto Mario Gila. Nella passata stagione, avendo seguito tante volte la Lazio, raramente l’ho visto sbagliare una prestazione. Magari la Lazio non faceva risultato, ma questo ragazzo ha sempre dimostrato di essere concentrato e attento. Ha sempre dato continuità a tutte le sue prestazioni. È un giocatore che ha dimostrato di essere di alto livello e di avere la giusta maturità per il nostro campionato. Forse è facile dire il suo nome, ma visto anche quanto gli acquisti del Milan in questi anni non sempre abbiano reso nonostante siano partiti con grandi aspettative intorno, mi sento di dire che Gila può essere un vero valore aggiunto per la difesa rossonera.

Dopo la triste scomparsa del capitano Franco Baresi, hai qualche ricordo, pensiero od esperienza vissuta con lui per commemorare la sua perdita?

Sono stato fortunato ad averlo intervistato qualche volta. Aldilà del calciatore di cui parlano tutti e che tutti quanti hanno omaggiato per essere stato un campione della storia del Milan e del calcio italiano e internazionale, quello che mi è rimasto di lui è la sua grande umiltà, disponibilità e umanità. È sempre stato per me un grande esempio di come ci si deve comportare con le altre persone in generale. Io lo ricordo così con grande affetto, perché è stato veramente una persona di una disponibilità unica.

Chiaramente anche sotto l’aspetto calcistico, io personalmente sono cresciuto con Baresi. Quando si pensa ad un difensore si pensa a Baresi, se non lui a Paolo Maldini. Quando da piccolo giocavo a calcio nei campetti della parrocchia con i miei amici, lui era il difensore per eccellenza. È stato un onore ed un piacere intervistarlo e scambiare delle parole di calcio insieme a lui.

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